RIVISTA VETRO Ott 2023 | Page 47

le esportazioni verso la Germania ( -0,9%), che è il primo partner commerciale dell ’ Italia , il Belgio ( -10,7%) e la Russia ( -17,8%). Dal punto di vista settoriale , nel comparto manifatturiero si è osservato un incremento marcato del valore delle esportazioni di prodotti farmaceutici (+ 14,8 %), dei macchinari (+ 12,3 %) e dei mezzi di trasporto , in particolare degli autoveicoli (+ 26 %).
SUL FRONTE CINESE I dati sul commercio estero ci riportano al contesto dell ’ e- conomia globale . E qui , come scritto prima , l ’ origine delle maggiori incertezze è rappresentata dalla Cina , che ha smesso di essere la locomotiva dell ’ economia mondiale nonostante le misure di sostegno varate dal governo cinese . Il calo della domanda estera e la debolezza della spesa dei consumatori continua a pesare sulle imprese . Ad agosto sia le esportazioni sia le importazioni cinesi sono diminuite in termini tendenziali ( -8,8% e -7,3% rispettivamente ). L ’ indice PMI del manifatturiero di agosto si è ridotto ulteriormente ed è rimasto sotto la soglia di espansione del 50 , mentre quello relativo ai servizi ( 51 da 51,5 di luglio ) ha segnato un calo marginale e ha continuato a segnalare un ’ espansione solo modesta del comparto . Pochi , fra gli addetti alle previsioni economiche , credono ancora che la Cina raggiungerà l ’ obiettivo di crescita del 5 % nel 2023 e 2024 dichiarato dal governo di Pechino . Molti diagnosticano la Cina come il vero malato dell ’ economia globale . Il rallentamento della Cina , che il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha definito una “ bomba a orologeria ”, è motivo di grande preoccupazione . Fra i commentatori più pessimisti c ’ è addirittura chi evoca il fantasma della crisi Lehman Brothers del 2008 . Come allora , anche nell ’ attuale situazione della Cina i problemi nascono nel mercato immobiliare . La Cina sta sprofondando in una crisi immobiliare senza precedenti . La disoccupazione giovanile è così alta che le autorità hanno deciso di non pubblicare più statistiche e la fiducia delle famiglie è bassa . Il rischio è che la crisi del settore immobiliare , il cui sviluppo abnorme è stato finanziato a debito per cifre mostruose , possa travolgere le banche e a catena tutto il sistema finanziario . Ai debiti privati si aggiungono - realtà meno nota ma altrettanto critica per le sue dimensioni - quelli delle amministrazioni locali . Secondo un recente rapporto del FMI , il debito globale cinese ha raggiunto il 272 % del PIL nel 2022 . Il debito pubblico è cresciuto nel 2021-2022 di 7 punti percentuali , al 77 % del PIL , allo stesso livello degli Stati Uniti . Quello privato ha scalato quota 195 % del PIL . Nel complesso , il debito totale cinese nel 2022 è stato di 25 punti percentuali sopra al livello pre-pandemia . Secondo l ’ FMI ,
25,0 20,0 15,0 10,0 5,0 0,0
DIFFERENZIALE DI INFLAZIONE ITALIA-AREA EURO PER COMPONENTI
INDICE DEI PREZZI ARMONIZZ . AL CONSUMO IPCA , PUNTI PERCENTUALI ( SCALA DX )
-5,0 gen feb mar apr mag giu lug ago 2023
Alimentari
Servizi
Energia
IPCA
IPCAX *
Fonte : Eurostat
(*) Indice IPCA calcolato al netto di energia , alimentari e tabacchi
oltre metà dell ’ aumento del rapporto debito-PIL a livello mondiale nel periodo 2008-2022 può essere attribuito alla Cina . Per quanto riguarda il debito delle imprese non finanziarie , la quota cinese ( 28 %) è la più alta al mondo . In una tale incertezza , gli investitori hanno smesso di investire e i consumatori di consumare . Il risultato è una frenata che somiglia a un tamponamento . Gli economisti che osservano tutto ciò si dividono in due scuole di pensiero : gli ottimisti sostengono che la crisi finanziaria non uscirà dai confini della Cina perché il debito è tutto in pancia alle istituzioni finanziarie cinesi , che non hanno relazioni col resto del mondo . I pessimisti , pur escludendo di massima un contagio del sistema finanziario mondiale ( tipo Lehman Brothers ), guardano oltre il recinto dorato delle banche , sempre too big to fail , e si chiedono quali saranno le conseguenze sul sistema industriale e sul commercio mondiale , dalle sorti dei quali dipendono anche quelle delle economie occidentali . Anche perché il debito è solo la punta dell ’ iceberg . Il vero problema dell ’ economia cinese , dicono gli osservatori più attenti , è la fine di un modello di sviluppo che per circa 30 anni ha funzionato egregiamente . Ma le scelte “ antimercato ” fatte dal governo di Pechino negli ultimi anni , col ritorno di un invadente centralismo e statalismo , potrebbero avere indebolito la “ gallina dalle uova d ’ oro ”, fiaccando la grande imprenditorialità dimostrata in questi decenni dal popolo cinese . La crisi cinese si ribalta soprattutto sull ’ industria della Germania , che infatti oggi è tecnicamente in recessione . E a cascata sulla manifattura italiana , che ha la Germania come maggiore sbocco di esportazione .
3,0
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