RIVISTA DEL VETRO Settembre 2025 | 页面 34

FOCUS Le tecnologie che si appoggiano sul vetro

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Figura 3 _ Giardino d’ inverno Progetto strutturale: Ing. Michel Palumbo
3) serigrafia o stampa digitale; 4) trattamenti termici( indurimento, tempra e H. S. T.); 5) lavaggio; 6) stratifica; 7) controlli in linea e fuori linea; 8) assemblaggio in vetrocamera.
Senza dimenticare che, a monte di tutto ciò, due filiere convergono sul mondo dei trasformatori del vetro: A) i grandi produttori del vetro che: a. producono, a partire dalle materie prime, le lastre di vetro; b. depositano con specifiche tecnologie PVD( Physical Vapor Deposition) strati atomici di differenti ossidi metallici la cui opportuna sequenza di deposizione consente di fare filtrare la luce visibile attraverso le lastre, riflettendo opportunamente frequenze U. V.( Ultra Violetti) ed I. R.( Infra Rossi);
B) le grandi realtà della chimica dei polimeri che realizzano le differenti tipologie di intercalare di stratifica( Poli Vinil Butirrale- PVB, Etilen Vinil Acetato- EVA e ionomerici).
LA COMPLESSITÀ SPIEGATA CON … UNA MATITA Dopo avere elencato macroscopicamente i processi coinvolti nella realizzazione di un singolo vetro possiamo pensare di approfondire ciascuno di questi processi risalendo a ritroso la cascata delle tecnologie necessarie a fare funzionare ogni singolo processo produttivo. Il flusso di pensiero sarebbe inaspettatamente lungo da dettagliare, molto lungo( alla
stregua di quanto riportato nello scritto di Leonard E. Read:“ I, Pencil: My Family Three” del 1958 e tuttora validissimo esempio del concetto di complessità dei processi produttivi), ma sarebbe anche necessario fare comprendere ai cosiddetti buyers quanta complessità si nasconde dietro una facciata di vetro, una“ semplice” finestra o un parapetto di vetro( Figura 5). Per quanto appena detto, limitiamoci ad un unico approfondimento limitatamente alla fase di assemblaggio in vetrocamera dei vetri diversamente lavorati e trattati. Per realizzare una vetrocamera è necessario: 1) decidere il tipo di vetrocamera, natura del coating che si intende impiegare e posizione dei coating, dimensioni dei profili distanziali, natura dei profili distanziali in funzione delle prerogative statiche ed energetiche del progetto, dimensione della sigillatura secondaria e natura del polimero della sigillatura secondaria;
2) verificare, con opportuni programmi di calcolo, la sua composizione dal punto di vista meccanico nel pieno rispetto delle norme sulla sicurezza delle applicazioni vetrarie( UNI 7697) e delle varie norme di prodotto obbligatorie in edilizia, per legge;
3) verificare, con opportuni programmi di calcolo, la congruità della composizione dal punto di vista energetico ed acustico;
4) valutare le compatibilità chimiche dei materiali che entreranno in contatto diretto tra loro o che potrebbero interagire a distanza dal punto di vista dei vapori e dei solvent rilasciati;
5) valutare la compatibilità con l’ ambiente dei materiali selezionati;
34 Settembre | 2025