RIVISTA DEL VETRO Settembre 2025 | Seite 35

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6) acquisire i vetri e sagomarli;
7) trattare i vetri con eventuali serigrafie o stampe digitali, come da progetto architettonico, dopo averli opportunamente lavati; 8) trattare termicamente i vetri come da progetto statico; 9) lavare i vetri con opportuna acqua purificata dagli ioni dannosi per l’ adesione degli intercalari; 10) stratificare i vetri, come da progetto statico, con l’ intercalare di stratifica definito in fase di progetto;
11) predisporre la sigillatura primaria( chiamata a trattenere il gas previsto per riempire l’ intercapedine tra i vetri) sui bordi del profilo distanziale;
12) posizionare in pressa il primo vetro, posizionare il profilo distanziale scelto in fase di progetto statico ed energetico, realizzare la prima camera, ripetere la procedura per realizzare la seconda camera;
13) realizzare la sigillatura secondaria chiamata a trattenere meccanicamente, nel tempo, i vetri in posizione;
14) fare maturare le sigillature secondarie per conferire stabilità al vetro e per poterlo trasportare presso l’ acquirente. Se volessimo poi dettagliare il mondo della meccanica necessaria a realizzare il sistema di estrusione del sigillante bicomponente e la chimica che definisce caratteristiche e proprietà del solo sigillante secondario dovremmo aprire un nuovo capitolo a cui affiancare poi quello relativo al sigillante primario e alle tecnologie necessarie per la sua stesura, quello degli intercalari polimerici e del loro comportamento tempo-temperatura, quello del riciclo dell’ acqua e dell’ importanza fondamentale del mondo del lavaggio

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dei vetri eccetera. La realtà è che c’ è un universo che tanti danno per scontato, che molti ignorano e che necessita di essere scoperto, conosciuto e divulgato per essere vissuto pienamente.
IL PENSIERO CIRCOLARE In conclusione, mi sento di dire che è compito del mondo dei trasformatori del vetro interagire con il mondo tecnico e commerciale cui si rivolgono con avendo in mente tre grandi obiettivi: 1) fare valorizzare la ricchezza e la complessità della semplicità. Che ciò che non si vede in realtà c’ è e migliora, silenziosamente, la vita di tutti quanti direttamente( comfort) e indirettamente( impatto sull’ ambiente);
2) fare percepire che il valore del vetro del XXI secolo va oltre il prezzo e che il prezzo va comparato solo una volta che si è compreso l’ effettivo valore di ciò che viene offerto;
3) comprendere che il dialogo tecnico e lo scambio pubblico delle informazioni non implicano svelare i segreti aziendali, ma consentono di creare un tessuto connettivo ed un linguaggio comune per i trasformatori del vetro. Ad oggi il sapere è troppo legato alle comunicazioni commerciali dei vari fornitori e non ha ancora una“ grammatica comune” che lo renda oggettivo. Per raggiungere tutto questo è necessario che i trasformatori del mondo del vetro facciano rete, una rete non di tipo commerciale ma tesa a“ spiegare il vetro al mondo delle costruzioni e dell’ arredo” e che veda coinvolta la categoria e ciascuno. Per potere fare rete è necessario che il mondo del vetro prenda consapevolezza delle tecnologie di cui si avvale e torni bambino, quel bambino che a 5 anni chiede sempre:“ Perché?”. I sapientoni non servono, ma servono scuole, pensiero circolare e circolante, trasmissione del sapere … la chimica, la fisica, l’ informatica, la meccanica, le normative tecniche non possono più essere trascurate in un ambito che tende a polarizzarsi da una parte e che rischia di frantumarsi dall’ altra. Le conoscenze tecniche e tecnologiche vanno divulgate con il giusto taglio alle aziende, altrimenti si rimarrà sempre un“ vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro”.
Da sinistra, Figura 4 _ Architetto: Arata Isozaki e Andrea Maffei Studio Ingegneria: Arup( preliminare e definitivo)- Studio Iorio ed ECSD Srl( esecutivo)
Figira 5 _ Come viene normalmente concepita una matita, così come desunto dal testo:“ I, Pencil: My Family Three” di Leonard E. Read
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