ECONOMIA
USA: RIVISTE AL RIBASSO LE PREVISIONI DELLA FED SULLA CRESCITA
( PIL, VAR. % ANNUE)
Fonte: elaborazioni Centro Studi Confindustria su previsioni FED ma inizia a scemare la domanda dettata dall’ accumulazione di scorte. Il segnale più preoccupante riguarda gli investimenti. Sottolinea il CsC che nonostante l’ aumento finora moderato dei tassi( 3,67 % a maggio, da 3,33 % a febbraio), i prestiti alle imprese accelerano(+ 3,5 % annuo); però, sono alimentati più dalla domanda di liquidità per le bollette energetiche, meno per investimenti. A maggio si è fermata la crescita della produzione di beni strumentali e nel 2 ° trimestre sono calate le previsioni di spesa in investimenti. Il caos geopolitico non fa bene all’ export, che infatti è ancora in calo. A maggio l’ export di beni diminuisce di-0,4% a prezzi costanti(-2,6% in aprile); nei primi cinque mesi resta comunque in crescita, ma a un ritmo inferiore alla media di lungo periodo. Aumentano le vendite verso Svizzera e Cina, sostenute da metalli e farmaci; forte accelerazione verso il Mercosur(+ 21,2 % tendenziale) nel 1 ° mese di applicazione dell’ accordo, grazie ai macchinari e ai farmaci; calano, invece, verso Turchia, Spagna, USA. Quanto al settore Servizi, il CsC parla di“ stabilizzazione”, grazie al turismo e alla ripresa della domanda interna. La spesa dei turisti stranieri in Italia è ripartita(+ 6,2 % tendenziale a maggio). L’ indice S & P Global PMI segnala una stabilizzazione dei servizi a giugno( 50,2, da 49,4), coerente con quella mostrata dalla fiducia delle imprese del settore; secondo il PMI, ciò avviene grazie anche all’ attenuarsi delle pressioni sui costi. Al contrario, frenata in vista per i consumi. Nel 1 ° trimestre, nota il CsC, la quota di risparmio è salita appena( 8,0 %), mentre il potere d’ acquisto delle famiglie è cresciuto dello 0,8 %, dando ossigeno alla domanda. Nel 2 °, però, il reddito è stato frenato da prezzi e lieve calo degli occupati. Le vendite al dettaglio sono salite poco(+ 0,1 % in volume) e a giugno c’ è stato un nuovo calo degli acquisti di auto(-1,5%). Spinta dai prezzi dell’ energia, l’ inflazione ha ripreso a correre.
A PROPOSITO DI INFLAZIONE I dati Istat, ripresi dal report CsC, mostrano un brusco aumento dell’ inflazione in Italia, con il picco a maggio(+ 3,2 %). Analogo picco è stato toccato nell’ intera Eurozona. L’ inflazione nel 2026, tuttavia, finora è molto inferiore rispetto al massimo mensile toccato nel 2022(+ 11,8 % in Italia). La domanda che tutti si fanno, a partire dai banchieri centrali, è quanto durerà. Le stime di giugno della BCE indicano che il picco di inflazione in Europa si avrebbe quest’ anno(+ 3,0 % in media), mentre nel prossimo calerebbe al + 2,3 %. La Commissione UE ha stime simili. Il balzo nell’ inflazione potrebbe, quindi, essere temporaneo, ma le stime si basano su uno scenario“ ottimista”. Gli sviluppi della guerra, la durata del blocco di Hormuz, un secondo blocco nello stretto di Bab al- Mandeb nel Mar Rosso e altri eventi potrebbero peggiorare il quadro. Secondo la previsione BCE, la inflazione“ core”( al netto di energia e alimentari) arriverebbe a un picco di + 2,7 % nel 1 ° trimestre 2027, in ritardo di alcuni mesi sull’ indice totale, come in passato. Gli effetti di second round, legati all’ aumento dei costi energetici nell’ industria e nei servizi e al trasferimento parziale / totale sui loro prezzi, sarebbero moderati. Ma in scenari peggiori per il petrolio, la“ core” potrebbe salire di più e in modo più persistente nel 2027. Le aspettative degli operatori economici sono meno negative e si concentrano sul breve termine, secondo gli indicatori che il CsC ricava dall’ analisi dei mercati finanziari( per esempio i contratti inflation linked swap a 1 anno e a 5 anni). In altri tempi, questi movimenti dei prezzi avrebbero scatenato pesanti interventi sui tassi della BCE, ma la fragilità dell’ economia oggi rende molto prudenti anche i“ falchi” dei paesi nordici, in particolare in Germania, alle prese con una crisi esistenziale della sua industria automobilistica. Il rialzo di giugno è stato estremamente moderato. I mercati si attendono al massimo un altro + 0,25 a fine anno. La presidente Lagarde della BCE sembra orientata a escludere uno scenario molto restrittivo.
IN SINTESI Nel resto dell’ anno difficilmente vedremo una vera
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