RIVISTA DEL VETRO sett/ott 2026 | Page 65

CREDITO: PIÙ DOMANDA, MA SOPRATUTTO PER ESIGENZE DI LIQUIDITÀ
( ITALIA, IMPRESE, INDAGINE BLS, DATI TRIMESTRALI, PERCENTUALE NETTA)
INVESTIMENTI: NETTO PEGGIORAMENTO DI CONDIZIONI E PROSPETTIVE
( ITALIA, IMPRESE DI INDUSTRIA E SERVIZI, DATI TRIMESTRALI, SALDI %*)
* Migliore- peggiore; aumenterà- diminuirà Fonte: elaborazione Centro Studi Confindustria su dati Banca Italia
svolta verso un percorso di ripresa, e la bassa marea potrebbe continuare anche nella prima parte dell’ anno successivo. Ma se( e va sottolineato se) la situazione medio-orientale ritroverà un assetto stabile nel corso dei prossimi mesi, anche l’ economia italiana dovrebbe riavviare il motore. È quanto scrive l’ ultimo Rapporto Analisi dei Settori Industriali presentato da Intesa Sanpaolo e Prometeia. Secondo il Rapporto,“ nell’ orizzonte al 2030 il manifatturiero italiano si posizionerà su un sentiero di moderata crescita del fatturato, prossimo all’ 1 % medio annuo a prezzi costanti”. La crescita continuerà a essere trainata dall’ export, in quanto la domanda interna resterà poco dinamica, con consumi in faticosa ripresa per via della forte polarizzazione dei redditi. La propensione all’ export resterà stabile sopra il 60 % nei settori produttori di beni tecnologici e potrà crescere nei settori più esposti ai consumi interni e condizionati dai trend demografici, determinando un ampliamento del nostro avanzo commerciale. Il Rapporto stima che il saldo commerciale dell’ industria italiana arriverà a 125 miliardi di euro al 2030( 21 miliardi in più rispetto al 2019), nonostante una crescita sostenuta delle importazioni, favorite dalla concorrenza di prezzo, soprattutto cinese. Più della metà dell’ avanzo commerciale verrà dalla Meccanica che beneficerà del recupero della domanda europea, soprattutto tedesca, ma anche della ricostruzione delle infrastrutture danneggiate dal conflitto e dei progetti per ridisegnare i corridoi logistici su scala internazionale. Ma per vincere nella competizione globale
le imprese dovranno investire non solo sui processi di digitalizzazione e di sostenibilità dell’ offerta, ma anche sull’ autonomia energetica. Investimenti che comprimeranno la redditività, ma che secondo il Rapporto resteranno sostenibili grazie a condizioni di redditività favorevoli, alla maggiore solidità finanziaria e a un buon equilibrio tra fonti interne ed esterne di finanziamento. Guardando i singoli settori, il più dinamico nell’ orizzonte di previsione al 2030 sarà il Farmaceutico, con una crescita attesa del fatturato a prezzi costanti del + 2,5 %, sostenuta dalle esportazioni ma anche dal rafforzamento dei consumi sul mercato interno. Meno dinamico, ma comunque sopra la media manifatturiera, anche il settore del Largo consumo(+ 1,4 %), che include la cosmesi. Crescita sostenuta anche per i settori connessi alla doppia transizione, quali Elettronica(+ 1,9 %), Meccanica(+ 1,5 %) ed Elettrotecnica(+ 1,3 %). Più contenute le attese per gli Autoveicoli e moto(+ 1,5 % medio annuo). Tutti gli altri settori manifatturieri presenteranno tassi di crescita inferiori all’ 1 % medio annuo. In particolare, i settori produttori di beni durevoli per la casa, Mobili ed Elettrodomestici, risentiranno di un mercato interno ancora debole, solo in parte compensato dalle vendite sui mercati esteri. Un futuro mediamente favorevole, quello delineato dal Rapporto, ma lo vedremo solo se e quando la situazione geopolitica migliorerà. Come molti altri, anche il nostro Paese si trova nello scomodo ruolo di spettatore passivo degli eventi, costretto a subirne le conseguenze.
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