RIVISTA DEL VETRO sett/ott 2026 | Page 63

BUONE PROSPETTIVE DI RIPRESA QUANDO( E SE) IL CAOS GEOPOLITICO FINIRÀ. SE NEL PRIMO SEMESTRE L’ ECONOMIA EUROPEA BENE O MALE HA GALLEGGIATO, CON DIFFERENZE SENSIBILI FRA I VARI PAESI, LE PREVISIONI PER IL SECONDO SEMESTRE CHE EMERGONO DAI MAGGIORI THINK TANK SONO DA CODICE ROSSO
Bruno Marchi nomia, la produzione industriale da giugno aumenta meno del previsto(+ 0,1 %). Gli indicatori PMI e ISM manifatturiero restano in territorio espansivo, anche se in calo, ma la variazione degli occupati mostra un peggioramento inatteso del mercato del lavoro americano. La fiducia dei consumatori tuttavia sembrava non risentirne. La Cina continua a crescere, ma il 4,3 % stimato per l’ anno in corso è il valore più basso in assoluto da decenni, ben sotto il prudentissimo target governativo del 5 %. La crescita resta sempre trainata dall’ export(+ 27,0 % annuo, massimo da fine 2021), spinto dal boom dei semiconduttori, legato all’ IA. Viceversa pesano la debolezza della domanda interna( investimenti-5,7% annuo nel semestre, vendite al dettaglio + 1,0 % a giugno) e lo shock petrolifero. Tiene invece l’ industria: produzione a + 5,3 % annuo a giugno e PMI manifatturiero in espansione( 51,7). Dati contraddittori nell’ Eurozona: in Spagna la produzione industriale è aumentata(+ 1,2 % a maggio); segnali di debole risveglio per la Germania(+ 0,8 %), dove è divenuta positiva la crescita del 2 ° trimestre; stagnazione in Francia(-0,1%). A giugno, il PMI manifatturiero è rimasto quasi neutrale in Germania( 50,3), è tornato espansivo in Francia( 51,2), mentre è sceso sotto la soglia in Spagna( 49,7). Nei servizi, rimbalzo diffuso dopo la flessione dovuta alla guerra, ma solo la Spagna ritorna in territorio espansivo( 54,2).
L’ ITALIA Lo shock dei prezzi dell’ energia colpisce duramente l’ economia italiana. L’ industria frena: a maggio la produzione industriale è diminuita(-0,3%), per la caduta dei beni intermedi(-0,8%) e di consumo(-0,5%); solo la crescita degli energetici(+ 4,6 %) ha attutito la flessione( ma è difficile considerarlo un beneficio). La variazione acquisita nel 2 ° trimestre resta comunque positiva. A giugno il PMI manifatturiero è sceso, mantenendosi espansivo( 52,2 da 52,9): calano le pressioni sui prezzi,
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