ECONOMIA
GLOBAL DEBT IS PROJECTED TO REACH 100 PERCENT OF GDP BY 2019
GLOBAL PUBLIC DEBT, IN PERCENT OF GDP
RAPPORTO DEBITO / PIL NELLE PRINCIPALI ECONOMIE
( VARIAZIONI PERCENTUALI RISPETTO AL 4 ° TRIM. 2019 E CONTRIBUTI PERCENTUALI)
Sources: World Economic Outlook April 2026; IMF staff calculations. Note: Bars show countries’ and country groups’ contributions to the change in global public debt relative to 2015 and 2025 levels.
Fonte: Fondo Monetario Internazionale, World Economic Outlook Data base
è stata aggravata dalle spese straordinarie ereditate da recessioni e pandemia; dagli sgravi fiscali trumpiani( la riforma One Big Beautiful Bill ha creato un buco di 2.400 miliardi nei prossimi dieci anni); dai maggiori costi per sanità e pensioni causati dall’ invecchiamento della popolazione. Inoltre, si sono aggiunti 2000 miliardi di minori entrate rispetto al bilancio previsto, a causa del fallimento della politica dei dazi, oltre ai costi militari del“ pacifismo” presidenziale. Infine, a complicare la vita del segretario al Tesoro Scott Bessent( il“ ministro delle finanze” USA) c’ è la concorrenza del debito emesso o in via di emissione da parte delle imprese c. d.“ hyperscaler” per finanziare i maxiprogetti sull’ AI, una montagna stimata pari a circa 3mila miliardi, in gran parte contabilizzati fuori bilancio. Gli analisti concordano sul fatto che la sostenibilità del debito è garantita dalla buona salute del sistema economico USA e dalla sua dinamicità. Ma a preoccupare adesso è piuttosto l’ instabilità, l’ imprevedibilità e l’ improvvisazione delle politiche della Casa Bianca. Negli ultimi 2 – 3 anni diversi eventi hanno segnalato una crescente sfiducia o cautela degli investitori verso il debito sovrano USA. Nel 2023 l’ agenzia di rating Fitch lo ha declassato da AAA a AA +, motivando con la previsione di un deterioramento fiscale, la crescita del debito e la mancanza di un quadro fiscale di medio termine. Negli anni successivi le banche centrali di alcuni paesi chiave hanno iniziato a ridurre le posizioni
in Treasury. Nell’ ultimo biennio la Cina le ha ridotte di oltre 180 miliardi di dollari. Nel corso di quest’ anno il Giappone, maggiore detentore estero di bond USA, ne ha venduti per oltre 120 miliardi. Anche la Gran Bretagna, secondo maggiore detentore estero, a giugno ha venduto circa 9 miliardi di bond USA. Altre decine di miliardi sono state vendute da paesi BRICS. Alle vendite da parte di soggetti statali si aggiunge un minor appetito per il dollaro da parte degli investitori privati. Nei primi 6 mesi del 2026, gli acquisti netti di Treasury da parte di investitori privati esteri sono crollati di oltre 40 % anno su anno, a circa 329 miliardi di USD. A giugno 2026, la domanda privata estera di note e bond USA è stata la più debole da gennaio, con acquisti netti di soli 16,6 miliardi di USD. Analisti parlano di“ plunging private foreign demand” che può alimentare fasi di bond rout e aumentare la volatilità dei rendimenti. Oltre ai dati, c’ è un cambiamento narrativo importante. Molti analisti finanziari leggono queste vendite come un trend strutturale di de-dollarizzazione, con paesi BRICS e altre economie emergenti che riducono i Treasury, aumentano le riserve in oro e iniziano a sperimentare meccanismi di settlement alternativi al dollaro. Anche se il dollaro resta dominante, la discussione pubblica su un“ mondo post dollar” è diventata molto più visibile rispetto al decennio scorso, influenzando la percezione di rischio del debito USA.
NdA: I dati relativi alla allocazione del“ rischio Treasury” sono stati ricavati con l’ ausilio della AI
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