RIVISTA DEL VETRO Ottobre 2026 | Page 24

FOCUS I Tecnologia UV
FOCUS I Tecnologia UV
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• Quale materiale deve attraversare la radiazione?
• Quale adesivo stiamo utilizzando?
• A quale lunghezza d’ onda reagisce? Lampada e adesivo devono essere considerati come parte dello stesso sistema.
PILLOLE TECNICHE: I TRE PILASTRI DELLA TENUTA Un incollaggio a regola d’ arte non dipende mai solo dalla“ bontà della colla”, ma dall’ equilibrio perfetto di tre fattori: la bagnabilità, la durabilità( resistenza all’ umidità) e la resistenza meccanica.
1. Bagnabilità ed energia superficiale Affinché si generino i legami intermolecolari( forze di Van der Waals), le molecole dell’ adesivo devono avvicinarsi a quelle del vetro a una distanza infinitesimale( inferiore a 0,5 nanometri). Perché questo avvenga, il liquido deve“ bagnare” perfettamente il solido. La regola d’ oro è: la tensione superficiale del collante deve essere inferiore a quella del substrato. Il vetro ha un’ ottima energia superficiale(~ 1200 mN / m), ma la presenza di sporco, oli da taglio o invisibili strati di umidità residua può azzerare la bagnabilità. La pillola dell’ esperto: prima di incollare, non limitarti a pulire. Evitare tassativamente carta comune o detergenti domestici, che rilasciano tensioattivi, inchiostri o filamenti. Subito dopo, eseguire l’ operazione di fiammatura: passare la fiamma per 5 secondi a una distanza di 5-6 cm per far evacuare l’ umidità latente dai micropori del vetro e soprattutto del metallo. Questo pre-trattamento può aumentare l’ efficacia finale dell’ adesione anche fino ad un 30 %.
La preparazione delle superfici Anche il miglior adesivo del mondo non può compensare una superficie contaminata. Perché un collante possa aderire, deve innanzitutto riuscire a bagnare la superficie, cioè distribuirsi correttamente su di essa creando un contatto intimo con il substrato. Grasso, residui di lavorazione, polvere e soprattutto umidità possono interferire con questo processo. Prevedere sempre per la preparazione del vetro l’ utilizzo di alcool isopropilico destinato alla rimozione di sporco, grasso e residui senza lasciare aloni. Da qui deriva una regola fondamentale: una superficie che appare pulita non è necessariamente una superficie pronta per l’ incollaggio( foto 3).
Dopo la pulizia i componenti devono inoltre essere manipolati evitando di contaminare l’ area interessata con le dita o con utensili sporchi
2. Durabilità: vincere la guerra contro l’ umidità
L’ acqua è il nemico giurato dell’ incollaggio acrilico. In ambienti ad alto tasso di umidità( box doccia, bagni, cucine o banchi alimentari), le molecole d’ acqua tendono a penetrare per capillarità nella
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zona di transizione tra colla e vetro, scalzando gradualmente i legami chimici( foto 4). Per queste applicazioni“ critiche”, la scelta deve ricadere su adesivi a base di resine uretano-acrilate ad alto modulo idrofobico, oppure su sistemi sigillanti tixotropici. Nei casi industriali più complessi( incollaggio di cerniere su specchi o vetri in ambienti umidi), è preferibile il trattamento preventivo superficiale di fiammatura. La sublimazione dell’ umidità per effetto dell’ applicazione di una fiamma controllata, anche per pochi secondi, garantirà una superficie di incollaggio decisamente migliore( foto 5). Nel caso di incollaggio vetro- metallo, data la maggiore porosità del secondo elemento rispetto al vetro, la qualità dell’ incollaggio rischia di essere superiore anche fino a un 30 % in termini di resistenza e durabilità( foto 6).
3. Resistenza meccanica e tipologie di sollecitazione In fase di progettazione del manufatto, le forze devono essere distribuite in modo uniforme, privilegiando le geometrie d’ unione che lavorano favorevolmente. Trazione e taglio( shear): sono le sollecitazioni in cui l’ a- desivo UV esprime le sue massime performance. Sono
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