ECONOMIC SENTIMENT INDICATOR( ESI) VALORI DESTAGIONALIZZATI |
DINAMICA DEL PIL NEI PRINCIPALI PAESI EUROPEI
VARIAZIONI PERCENTUALI CONGIUNTURALI
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Italia |
Area euro |
Germania Spagna Francia Italia |
90 |
feb apr giu ago ott dic feb apr giu ago ott dic feb apr |
0,4 |
T1 T2 T3 T4 T1 T2 T3 T4 T1
2024 2025 2026
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2024 2025 2026
Fonte: Commissione europea, DG ECFIN
verso gli USA(+ 11,3 %, da-26,5% a marzo) a dimostrazione del fatto che in una economia globale interconnessa non funzionano né i dazi né l’ ideologia( buy american). Chi sta peggio è l’ Eurozona. A marzo la produzione industriale è stata negativa in Germania(-1,2%) e positiva in Francia e Spagna(+ 1,0 % e + 2,4 %); in media le dinamiche nel 1 ° trimestre restano tutte negative. Ad aprile, tutti i PMI dei servizi segnalano previsioni recessive, la fiducia e le attese di occupazione segnano un forte calo e l’ incertezza continua a salire. L’ Economic Sentiment Indicator( ESI) della Commissione europea segnala ad aprile un forte calo causato dal deterioramento della fiducia dei consumatori, nei servizi e nel commercio al dettaglio. Il sentiment nelle costruzioni e nell’ industria è rimasto sostanzialmente stabile. A livello nazionale, l’ ESI è peggiorato significativamente in Germania(-3,9 punti), Francia(-3,0) e Italia(-2,8) mentre è diminuito in Spagna(-0,9). In Italia in aprile il PMI segnalava una domanda più debole, insieme al peggioramento delle previsioni sugli ordini e sulla produzione e al calo dell’ indice della fiducia. A marzo, ricorda il CSC, la produzione industriale aveva recuperato(+ 0,7 %), con i beni strumentali(+ 2,1 %) al traino del PNRR e dei beni intermedi(+ 0,3 %) di cui le imprese avevano fatto scorte precauzionali che hanno attenuato il calo nel 1 ° trimestre(-0,2%). Secondo l’ ISTAT, nel primo trimestre la produzione dei beni strumentali e di quelli energetici ha evidenziato un incremento rispetto ai tre mesi precedenti(+ 0,3 %), i beni di consumo e i beni intermedi una diminuzione( pari a-1,3% e-0,5%). Il deterioramento delle aspettative si rispecchia anche nell’ andamento degli investimenti delle imprese. Nel 1 ° trimestre, sebbene il tasso pagato sia rimasto stabile, le richieste di credito da parte delle imprese per finanziare investimenti sono calate; in aprile la fiducia delle imprese che producono beni strumentali si è ridotta ulteriormente. Nel settore servizi gli indicatori, nonostante la lieve risalita in aprile del S & P Global PMI( 49,8 da 48,8), restano in territorio negativo segnalando domanda debole. L’ indice dei volumi del fatturato( dati ISTAT) ha segnato in febbraio una contrazione(-0,3%) con flessioni più marcate per il trasporto e magazzinaggio(-1,1%), per il commercio all’ ingrosso, il commercio e la riparazione di autoveicoli e motocicli(-0,7%) e per le attività dei servizi di alloggio e di ristorazione(-0,4%). Per le attività professionali, scientifiche e tecniche e dei servizi di informazione e comunicazione si sono invece registrati lievi aumenti(+ 0,4 % e + 0,1 % rispettivamente). La fiducia delle imprese dei servizi, che aveva retto a marzo, è calata in particolare con una riduzione degli ordini per turismo e trasporti. La crescita della spesa dei turisti stranieri in Italia(+ 14 % tendenziale a febbraio) è stata poi frenata dal conflitto nel Golfo.
L’ EDILIZIA Il settore delle costruzioni segnala una certa ripresa. A febbraio, dopo tre mesi di cali consecutivi, il comparto ha mostrato una crescita dello 0,5 %. Su base trimestrale, tuttavia, l’ indice di produzione è sceso(-1,1% nel periodo dicembre 2025- febbraio 2026 rispetto ai tre mesi precedenti). Secondo l’ ISTAT, dai dati relativi ai permessi
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