investimento pubblico finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
mente uscire dai numeri rossi: l’ OCSE ha confermato la previsione di una crescita dello 0,4 % nel 2025 a cui dovrebbe seguire un’ accelerazione al + 1,2 % nel 2026. Secondo il rapporto, i consumi delle famiglie tedesche aumenteranno grazie alla bassa inflazione, all’ aumento dei salari nominali e alla riduzione dell’ incertezza politica interna a seguito della formazione di un nuovo governo. L’ elevata incertezza delle politiche commerciali continuerà a ostacolare gli investimenti nel settore manifatturiero orientato all’ esportazione ma, nel complesso, gli investimenti privati aumenteranno sostenuti dall’ elevato risparmio delle imprese, dal calo dei tassi di interesse e dalla minore incertezza politica interna. Gli investimenti pubblici in difesa e infrastrutture aumenteranno notevolmente grazie alla maggiore flessibilità delle regole fiscali e all’ ingente fabbisogno di investimenti. Per l’ Italia invece la crescita sarà più risicata. L’ OCSE taglia le stime, e le prospettive di crescita passano allo 0,6 % nel 2025 e allo 0,7 % nel 2026. Il report sottolinea che“ nuove restrizioni commerciali o misure di ritorsione, o una debolezza più prolungata della domanda nell’ Area Euro, potrebbero portare a una contrazione delle esportazioni più marcata del previsto”. L’ incertezza“ potrebbe indurre le imprese a ridurre più del previsto i propri piani di investimento e assunzione, e le famiglie a limitare i consumi per accrescere i risparmi precauzionali”. La contrazione della crescita potrebbe però essere parzialmente compensata dalla realizzazione, nel 2025-26, di una quota maggiore rispetto alle attese dei progetti di
CRESCITA MONDO Anche a livello globale l’ OCSE ha ridotto le stime di crescita per il 2025 e il 2026 al 2,9 %, in ribasso rispetto alle precedenti previsioni( 3,1 % per l’ anno in corso e 3 % il prossimo).“ Le prospettive globali- afferma il report- stanno diventando sempre più complesse. Aumenti sostanziali delle barriere commerciali, condizioni finanziarie più restrittive, un indebolimento della fiducia di imprese e consumatori e una maggiore incertezza politica avranno effetti negativi significativi sulle prospettive di crescita, qualora dovessero persistere. L’ aumento dei costi del commercio, in particolare nei Paesi che stanno introducendo dazi, spingerà anche al rialzo l’ inflazione, sebbene tale effetto sarà parzialmente compensato dal calo dei prezzi delle materie prime”. Sarà il Nordamerica( USA, Messico e Canada) a subire il rallentamento più marcato, mentre per la Cina e altre economie si prevede una revisione al ribasso più contenuta.“ La crescita del commercio globale è destinata a rallentare in modo significativo nei prossimi due anni dopo un marcato anticipo delle spedizioni in vista degli aumenti tariffari previsti- si legge nell’ Outlook- L’ incertezza dovrebbe continuare a frenare gli investimenti delle imprese”. Anche i rischi sono aumentati significativamente:“ C’ è il rischio che il protezionismo e l’ incertezza delle politiche commerciali aumentino ulteriormente e che vengano introdotte altre barriere commerciali. Secondo le nostre simulazioni, ulteriori dazi ridurrebbero ulteriormente le prospettive di crescita globale e alimenterebbero l’ inflazione, frenando ancora di più la crescita globale”. Per quanto riguarda l’ inflazione, le nuove stime proiettano un incremento annuo nelle economie del G20 del 3,6 % nel 2025 e del 3,2 % nel 2026. Il report precedente prevedeva un + 3,8 % nel 2025 e un + 3,2 % nel 2026. Per le economie OCSE sono attesi + 4,1 % e +, 3,2 %. Le stime OCSE, peraltro, si basano su uno scenario stabile in relazione ai livelli tariffari in vigore a metà maggio. Se il quadro dovesse cambiare in direzione di un inasprimento della guerra commerciale, il che non è da escludersi visto lo stile sussultorio della politica statunitense, tutte le previsioni potrebbero subire un drastico ridimensionamento.
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