ECONOMIA rebbero colpite da ricadute negative della domanda esterna e da maggiori costi di indebitamento. Tali rischi al ribasso, avverte il FMI,“ si presentano in un momento di forte incertezza geopolitica, di maggiore ricorso ai controlli sulle esportazioni di input critici e di restrizioni legate al commercio, e di eroso spazio fiscale in molti paesi.” L’ impatto sulla crescita, afferma l’ Fmi, sarebbe « altamente incerto »: nello scenario meno pessimista la crescita globale perderebbe fino allo 0,4 % nel 2026.
CONSUMI DEBOLI: CRESCE IL REDDITO, MA ANCHE LA QUOTA DI RISPARMIO( ITALIA, FAMIGLIE, MILIARDI ¤ E QUOTE % DEL REDDITO)
IL TORMENTONE DAZI A ciò si aggiunge il tormentone infinito dei dazi. Una eventuale escalation dello scontro commerciale aggraverebbe lo scenario di rischio. Come ha detto il capo economista del FMI, Pierre-Olivier Gourinchas, in una guerra commerciale non ci sono vincitori, i dazi danneggiano sia chi li impone, sia chi li subisce. Ma secondo alcuni, il commercio mondiale avrebbe già trovato le vie – talvolta tortuose – per assorbire gli shock delle tariffe. Oltre ai dazi, occorre mettere in conto l’ instabilità ormai strutturale del nuovo assetto multipolare del mondo, le guerre in corso e i problemi aperti in Venezuela, Groenlandia, Iran, probabilmente solo i primi di una serie.
LE PREVISIONI A LIVELLO PAESE Gli USA, scrive il report del FMI, sono l’ area dove gli investimenti nell’ IA hanno dato la spinta più forte all’ economia nel 2025( crescita del 2,1 %). Crescita che quest’ anno è vista in ulteriore aumento: + 2,4 %, grazie a politiche di bilancio espansive e al calo dei tassi, mentre il freno causato dai dazi dovrebbe diminuire. Per il 2027 il FMI prevede un + 2 %, insieme a un rientro dell’ inflazione. Anche la FED( la Banca centrale USA) a dicembre ha rivisto al rialzo le previsioni sulla crescita USA: + 2,3 % nel 2026( da + 1,8 %), + 2,0 % nel 2027( da + 1,9 %). Il PIL nel 3 ° trimestre 2025 è cresciuto più delle attese(+ 1,1 %), per il contributo dei consumi(+ 0,6 %), dell’ export netto(+ 0,4 %) e, in minor misura, della spesa pubblica(+ 0,1 %). Bene la produzione industriale a dicembre(+ 0,4 %), ma i PMI( Purchase Manager Index) manifatturieri e la fiducia dei consumatori segnalano un possibile rallentamento( temporaneo) nel 4 ° trimestre. La Cina( 5 % di crescita « ufficiale » del Pil lo scorso anno) rallenterà quest’ anno(+ 4,5 %) e ancora di più nel 2027( 4 %). La crescita è sempre sostenuta soprattutto dall’ export, ancora in accelerazione a dicembre(+ 6,6 % annuo, da + 5,9 % di novembre). Dall’ industria viene qualche segnale di ripartenza(+ 5,2 % da + 4,8 %), che trovano conferma nel
Fonte: elaborazioni Centro Studi Confindustria su dati Istat
PMI che passa da 49,9 a 50,1. Ma la domanda interna resta ancora debole( vendite al dettaglio + 0,9 %, dato peggiore dal 2022), sfavorita anche dalla dinamica negativa della popolazione. Fa meglio l’ India, che nel 2025 ha accelerato al 7,3 %, dal 6,5 % del 2024. Per il 2026 il FMI prevede una crescita del 6,4 %. Le previsioni per il Giappone danno una crescita al di sotto dell’ 1 %. Ma c’ è l’ incognita delle elezioni di febbraio e delle possibilità concrete che avrà la nuova premier di realizzare una politica fiscale e monetaria espansiva. Occorre aggiungere che questa sarebbe un inedito per il paese del Sol levante, guardato con apprensione dagli economisti per i possibili sconvolgimenti sui mercati finanziari mondiali. Per la Russia la crescita attesa resta sotto l’ 1 %, mentre la Gran Bretagna dovrebbe attestarsi a circa + 1,5 %. Brillanti i risultati attesi per la Polonia, che quest’ anno dovrebbe accelerare al 3,5 % dal 3,3 % del 2025. Nell’ Eurozona la crescita- dopo il + 1,4 % del `25- rimarrà stabile all’ 1,3 % nel 2026 e all’ 1,4 % nel 2027. L’ economia tedesca, che nel `25 ha avuto una crescita di solo lo 0,2 %, dovrebbe salire all’ 1,1 % nel 2026 e all’ 1,5 % l’ anno successivo, grazie anche al sostanzioso aumento della spesa pubblica. La Francia, nonostante la crisi politica, nel 2026 dovrebbe vedere una crescita dell’ 1 %, dopo lo 0,8 % del 2025. Ben più robusta, anche se in frenata, la crescita della Spagna, che dal 2,9 % del 2025 quest’ anno potrebbe arrivare al 2,3 %. L’ Italia, nell’ Outlook del FMI, resta il solito fanalino di coda, passando dallo 0,5 % del 2025 allo 0,7 % del 2026. L’ economia viaggia sempre col freno a mano tirato. Quali sono le cause di questa « pigrizia »? Alcune spiegazioni possiamo
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