INVESTIMENTI: SEGNALE NEGATIVO DEL CALO DELLA FIDUCIA A DICEMBRE( ITALIA, IMPRESE, DATI MENSILI, INDICI: 2021 = 100)
INDUSTRIA A DUE VELOCITÀ NELL’ EUROZONA( PRODUZIONE, DATI MENSILI DESTAG., INDICI 2021 = 100)
Fonte: elaborazioni Centro Studi Confindustria su dati Istat Fonte: elaborazioni Centro Studi Confindustria su dati Eurostat
trovarle nell’ ultimo report del CSC( Centro Studi Confindustria), che ci mostra, insieme a molte ombre, anche qualche sprazzo di luce. Fra le ombre, un andamento dell’ industria definito « volatile ». I dati riguardano gli ultimi mesi dello scorso anno, che evidenziano un calo della produzione a ottobre, un recupero a novembre, una nuova frenata a dicembre, quando il PMI torna in area recessiva, dopo il buon dato del mese precedente( da 50,6 a 47,9). Anche la fiducia delle imprese industriali nei mesi finali del 2025, scrive il CSC, ha seguito un simile andamento a sali-scendi. L’ attività dell’ industria italiana è trainata dall’ export, che infatti nell’ ultimo trimestre è stato debole. Secondo i dati CSC, l’ export italiano di beni ha registrato una crescita marginale a novembre(+ 0,2 % a prezzi costanti), dopo il crollo in ottobre(-3,1%). Piuttosto negativi alcuni mercati di sbocco importanti: debole la Germania, rallenta la Francia, cadono UK e Turchia, virano in negativo anche gli USA; restano positivi alcuni mercati UE( Spagna, Belgio, Austria) e asiatici( India, Giappone). La fine dell’ anno ha visto un calo degli ordini manifatturieri esteri, a causa delle tensioni e incertezze che frenano le filiere internazionali. Uno dei rari raggi di luce illumina i dati relativi agli investimenti. Gli indicatori utilizzati dal CSC confermano la fase espansiva degli investimenti in impianti-macchinari e in costruzioni nel 4 ° trimestre: il valore dei contratti di leasing( fonte Assilea) è aumentato del 15,2 % annuo per l’ acquisto di beni strumentali e del 15,7 % per le costruzioni. Anche il credito bancario è cresciuto, sebbene il costo per le imprese italiane non scenda più( 3,52 % a novembre,
sui livelli di luglio). A dicembre, però, scrive il report CSC, si è ridotta la fiducia delle imprese di beni strumentali e di costruzioni. Luce anche sul settore Servizi, ma con qualche chiaroscuro. A dicembre l’ HCOB-PMI scende da 55 a 51,5: pur restando in zona espansiva, indica una frenata del ritmo di espansione alla fine del 4 ° trimestre. Al contrario, la fiducia delle imprese del settore è aumentata a fine anno ed è cresciuta la spesa dei turisti stranieri(+ 7,3 % tendenziale a novembre). Chiaro-scuro anche sui consumi. Il reddito totale delle famiglie, scrive il CSC, nel terzo trimestre è cresciuto(+ 1,8 %). Tuttavia, l’ incertezza sulle prospettive aumenta la propensione al risparmio con un balzo record( da 9,9 a 11,4 %), frenando i consumi che crescono solo di + 0,1 %. A novembre però le vendite al dettaglio sono aumentate(+ 0,6 % in volume) e a dicembre sono cresciuti anche gli acquisti di auto. Il numero di occupati, nonostante la lieve riduzione nell’ ultimo mese, resta su un trend di espansione. Per concludere, cosa dobbiamo aspettarci in questo 2026? Immaginare il futuro sulla base dei dati del passato è diventato un esercizio sempre più incerto. Il Governatore della Banca d’ Italia, Fabio Panetta, ha descritto così il punto: « Le variabili fondamentali dell’ economia, su investimenti, commercio internazionale, andamento dei tassi di interesse dipendono da variabili che sono sempre meno le variabili tradizionali, ma da variabili geopolitiche, oggi direi sempre più politiche senza il prefisso“ geo”». E quindi « è difficile prevedere ex ante, ma anche ex post è difficile capire che cosa sta succedendo ».
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