RIVISTA CULTURA OLTRE - SETTEMBRE 2026 - N.9 RIVISTA CULTURA OLTRE - SETTEMBRE 2026 - N.9 | Page 53

“ EFFETTO FALENA” DI CAMILLA DAZZANI
È una riflessione intensa e profondamente evocativa,“ nata da domande incessanti e dal bisogno di far ricadere la colpa a qualcosa a noi superiore” – riporta l’ autrice Camilla Dazzani, già ospite della nostra rivista, L’“ effetto falena” diventa una metafora potente della condizione umana: non tanto la capacità di cambiare il destino con un gesto, quanto la necessità, fragile e ostinata, di continuare a cercare una luce anche quando tutto intorno è buio. Il passaggio dalla colpa alla consapevolezza, dal“ ho sfortuna” al“ continuo a cercare”, rende il testo particolarmente umano e toccante. Una frase, soprattutto, mi è rimasta particolarmente impressa:“ non per fede, ma per istinto di esistere.” È forse il cuore di tutto il brano. [ M. R. Teni ]
Esiste davvero l’ effetto farfalla? Forse sì. E, se esiste, temo che il suo battito non si esaurisca tra le ali d’ un insetto, ma risuoni impercettibile nei meandri di ogni nostra scelta. Ho trascorso gli anni più giovani non tra la frivolezza delle feste né nell’ ebbrezza dell’ incoscienza, ma piegata a scrutare il cielo, accusando astri e costellazioni d’ avermi generata sotto un segno nefasto. Ho tentato, con puerile ostinazione, di negoziare con l’ universo, persuadendolo che vi fosse stato un errore, che un’ altra vita mi sarebbe spettata, un’ altra direzione, un’ altra trama. Ma chi può dirsi davvero autore del proprio inizio? Nessuno domanda di nascere, eppure tutti siamo chiamati a giustificarlo. Quando mi fermo – mentre tutto attorno corre con la furia della luce – mi sorprendo in ginocchio con il fiato corto e le spalle sottili, come se la vita vi avesse inciso la propria stanchezza. Non riesco a sostenere il ritmo del mondo. Forse non mi appartiene. Allora mormoro, quasi per consolarmi: ho sfortuna. Come se l’ infelicità avesse un volto da incolpare. Come se il cosmo potesse odiarmi. Eppure no: il destino non è un dio capriccioso, ma un intreccio di scelte invisibili. Qualcuno, prima di noi, ha deciso in silenzio. E noi, ogni giorno, continuiamo quell’ opera senza accorgercene. Chi ci ha cresciuti senza sapere che stava modellando le nostre ombre. Chi ha taciuto e nel silenzio ha lasciato germogliare l’ assenza.
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