RIVISTA CULTURA OLTRE - SETTEMBRE 2026 - N.9 RIVISTA CULTURA OLTRE - SETTEMBRE 2026 - N.9 | Page 46

“ DIFESA DI UN MONDO EREDITATO” DI MASSIMILIANO MELIS
Il testo ha un’ impronta saggistico-letteraria molto marcata, con una bella struttura circolare: parte da Chateaubriand e torna a Chateaubriand, dalla sua inquietudine giovanile alla tomba sul Grand Bé. La parte finale, in particolare, è evocativa e ben riuscita. Il nucleo del pezzo è la difesa della memoria, della tradizione e della continuità culturale di fronte ai processi di trasformazione della società contemporanea. Chateaubriand diventa così più che un personaggio storico: è il simbolo di una sensibilità che avverte il cambiamento come possibile perdita di radici. Il passaggio da Chateaubriand a Scruton è coerente, perché permette di trasformare la nostalgia romantica in una riflessione contemporanea sul conservatorismo come atteggiamento di cura e custodia di ciò che si ama. [ M. R. Teni ]
Iniziò tutto in Francia e, in particolare, nella rocciosa Bretagna sul finire del Settecento, quando il giovane François-René de Chateaubriand, nelle placide notti trascorse a osservare gli astri dal castello familiare di Combourg, sublimò la sua inquietudine nelle parole che avrebbero fatto storia: « Abitiamo con un cuore pieno in un mondo vuoto e, senza averlo usato per niente, siamo privati di tutto.» Il giovane René avvertiva dentro di sé la distanza incolmabile tra un io profondo e sensibile e un mondo che stava rapidamente cambiando: la sensazione di solitudine e di sradicamento delle anime nobili e tormentate. Nonostante avesse inizialmente guardato con favore agli esordi rivoluzionari, intuì quasi subito che, dietro il rovesciamento dell’ Ancien Régime e la comprensibile aspirazione al progresso e alla partecipazione democratica, si celavano idee e principi che, a suo giudizio, avrebbero finito per dilaniare l’ essenza e l’ identità stessa della società, trascinando la Francia nel Terrore e nella disperazione. Nacque allora, avvolta nelle eleganti vesti del Romanticismo letterario, la reazione conservatrice.
Si fece strada l’ esigenza di costruire argini duraturi contro quella che veniva percepita come la marea della secolarizzazione, del relativismo culturale e assiologico, del progressivo rovesciamento dell’ ordine esistente.
Il resto è storia: le rivoluzioni contribuirono alla diffusione della democrazia nella maggior parte delle nazioni occidentali e autori come Chateaubriand furono progressivamente relegati al ruolo di reazionari nostalgici di un passato ormai concluso. Eppure, la sensibilità romantica non è mai scomparsa. Oggi, in una società segnata da nuove forme di solitudine e di sradicamento dell’ io, essa sembra riemergere con rinnovata fierezza. Esposti ai nuovi venti della cancel culture, preoccupati per una società nella quale il profitto economico sembra talvolta prevalere sul destino umano, spettatori di un rapido mutamento delle nostre coordinate culturali e identitarie, sentiamo
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