RIVISTA CULTURA OLTRE - SETTEMBRE 2026 - N.9 RIVISTA CULTURA OLTRE - SETTEMBRE 2026 - N.9 | Page 24

Abel, il più giudizioso, rispose: « Arrivo, mamma! Sono pronto per andare a scuola. Non vedo l’ ora di incontrare i miei compagni e la mia cara e affezionata maestra.» Raoul, lo svogliato, esclamò: « Mamma, oggi non voglio andare a scuola, non voglio studiare e non voglio fare i compiti. È una noia!» La mamma, angustiata, si disperò terribilmente e, impensierita, disse: « Oh, Signore mio! Questo mio figlio non vuole fare nulla, è uno sfaticato. Mi sa che resterà ignorante a vita e, da grande, non troverà neanche un buon lavoro per colpa della sua insipienza.» Intanto l’ inverno anticipò la sua venuta. La neve fece la sua prima apparizione: la montagna era tutta bianca e gli alberi verdi reggevano pesi enormi di neve, che si ammassavano in un candore immacolato. La cascata era quasi ghiacciata e regnava un religioso silenzio … Era uno spettacolo meraviglioso. Venne la sera e il freddo si faceva sempre più intenso. « A tavola, bambini!» disse la mamma. « La cena è quasi pronta, ma prima di cominciare rivolgiamo una piccola preghierina a Gesù Bambino, che è tanto buono, per ringraziarlo ogni giorno di tutti i doni che ci offre e per aiutarci nel nostro cammino.» Abel e Raoul si misero in raccoglimento e, dopo aver recitato la preghierina, mangiarono tutta la minestra di verdure. Dopo aver cenato, stanchi e infreddoliti, si addormentarono nei loro lettini. La mattina seguente Raoul decise di uscire frettolosamente di casa per girovagare tra le bianche montagne, senza avvisare la mamma, che, verde di rabbia, esclamò: « Quando rientrerà a casa, se la vedrà con me!» Intanto Raoul, contento e spensierato, si godeva il suggestivo panorama innevato. All’ improvviso, lungo il pendio della montagna, incontrò un anziano signore distinto e perbene, che indossava sul capo un grande cappello nero a forma di cilindro. Sul viso portava dei piccoli occhiali da vista e in mano reggeva un bastone d’ oro zecchino; spesso copriva le spalle con un lungo mantello di zibellino. Raoul non sapeva che quell’ anziano signore era un marchese, un potente feudatario che abitava in una grande villa sulla cima della montagna, in compagnia dei suoi fedeli cani e di un giovane novellatore. Il marchese era una persona colta e istruita. Amava tanto leggere e, a casa, possedeva una vasta quantità di libri, che custodiva dentro una grande biblioteca antica. Quando d’ inverno le serate erano lunghe e tediose, il marchese si accomodava davanti alla bella fiamma dei ceppi del suo caminetto, avvolto nel suo inseparabile mantello di zibellino. Seduto sulla sedia a dondolo, con un libro in mano, insieme al suo novellatore si addentrava nel mondo magico della lettura. L’ anziano marchese era molto malato. Faceva tanta fatica a camminare, le sue gambe erano tremolanti e stanche e il suo volto era solcato dal tempo. Raoul notò subito l’ anziano signore, tutto curvo, che gli disse: « Piccino, vieni qui e aiutami a sorreggermi. Sono molto stanco e malato e le mie povere gambe fanno fatica a camminare. Vorrei riposare un po’.»
- 24-