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Il “Decamerón”, o “Decamerone” di Giovanni
Boccaccio è una raccolta di cento novelle scritta
da Giovanni Boccaccio nel XIV secolo, probabilmente
tra il 1349 e il 135. È considerata una
delle opere più importanti della letteratura del
Trecento europeo, durante il quale esercitò una
vasta influenza sulle opere di altri autori. Nel
“Decamerón” Giovanni Boccaccio narra la ricreazione
dell’umanità, che avviene per mezzo
dei dieci protagonisti e del loro novellare, in seguito
al flagello della peste abbattutasi a Firenze
nel 1348. Scrisse: «Dico adunque che già
erano gli anni della fruttifera incarnazione del
Figliuolo di Dio al numero pervenuti di milletrecentoquarantotto,
quando nella egregia città di Fiorenza, oltre a ogn’altra
italica bellissima, pervenne la mortifera pestilenza la quale, per operazion
de’ corpi superiori o per le nostre inique opere da giusta ira di Dio a nostra
correzione mandata sopra i mortali, alquanti anni davanti nelle parti orientali
incominciata, quelle d’inumerabile quantità de’ viventi avendo private,
senza ristare d’un luogo in uno altro continuandosi, verso l’Occidente miserabilmente
s’era ampliata . E in quella non valendo alcuno senno né
umano provedimento, per lo quale fu da molte immondizie purgata la città
da officiali sopra ciò ordinati e vietato l’entrarvi dentro a ciascuno infermo
e molti consigli dati a conservazion della sanità, né ancora umili supplicazioni
non una volta ma molte e in processioni ordinate, in altre guise a Dio
fatte dalle divote persone, quasi nel principio della primavera dell’anno
predetto orribilmente cominciò i suoi dolorosi effetti, e in miracolosa maniera,
a dimostrare . E non come in Oriente aveva fatto, dove a chiunque
usciva il sangue del naso era manifesto segno di inevitabile morte: ma nascevano
nel cominciamento d’essa a’ maschi e alle femine parimente o
nella anguinaia o sotto le ditella certe enfiature, delle quali alcune crescevano
come una comunal mela, altre come uno uovo, e alcune più e alcun’
altre meno, le quali i volgari nominavan gavoccioli. E dalle due parti del
corpo predette infra brieve spazio cominciò il già detto gavocciolo mortifero
indifferentemente in ogni parte di quello a nascere e a venire: e da
questo appresso s’incominciò la qualità della predetta infermità a permutare
in macchie nere o livide, le quali nelle braccia e per le cosce e in ciascuna
altra parte del corpo apparivano a molti, a cui grandi e rade e a cui
minute e spesse. E come il gavocciolo primieramente era stato e ancora era
certissimo indizio di futura morte, così erano queste a ciascuno a cui ve-
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