RIVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 4 - APRILE 2020 RIVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 3 - MARZO 2020 | Page 21
“La Storia della colonna infame”,
saggio storico di Alessandro
Manzoni, narra la vicenda
del processo intentato a Milano
– come descrive anche Giorgio
Agamben – durante la terribile
peste del 1630, contro due presunti
untori, ritenuti responsabili
del contagio pestilenziale tramite misteriose sostanze. Il processo, svoltosi
storicamente nell’estate del 1630, decretò la condanna capitale dei
due innocenti con il supplizio della ruota. L’accusa era infondata. Come monito
venne eretta sulle macerie una “colonna infame”. Solo nel 1778 la Colonna
Infame, ormai divenuta una testimonianza d’infamia non più a carico
dei condannati, ma dei giudici che avevano commesso un’enorme ingiustizia,
fu abbattuta. Si sta ripetendo la storia della “colonna infame”? «Per
tutta adunque la striscia di territorio percorsa dall’esercito, s’era trovato
qualche cadavere nelle case, qualcheduno sulla strada. Poco dopo, in questo
e in quel paese, cominciarono ad ammalarsi, a morire, persone, famiglie,
di mali violenti, strani, con segni sconosciuti alla più parte de’ viventi
C’era soltanto alcuni a cui non riuscissero nuovi: que’ pochi che potessero
ricordarsi della peste che, cinquantatré anni avanti, aveva desolata pure
una buona parte d’Italia, e in ispecie il milanese, dove fu chiamata, ed è
tuttora, la peste di san Carlo. Tanto è forte la carità! Tra le memorie così
varie e così solenni d’un infortunio generale, può essa far primeggiare
quella d’un uomo, perché a quest’uomo ha ispirato sentimenti e azioni più
memorabili ancora de’ mali; stamparlo nelle menti, come un sunto di tutti
que’ guai, perché in tutti l’ha spinto e intromesso, guida, soccorso, esempio,
vittima volontaria; d’una calamità per tutti, far per quest’uomo come
un’impresa; nominarla da lui, come una conquista, o una scoperta.Il protofisico
Lodovico Settala, che, non solo aveva veduta quella peste, ma n’era
stato uno de’ più attivi e intrepidi, e, quantunque allor giovinissimo, de’ più
riputati curatori; e che ora, in gran sospetto di questa, stava all’erta e
sull’informazioni, riferì, il 20 d’ottobre, nel tribunale della sanità, come,
nella terra di Chiuso (l’ultima del territorio di Lecco, e confinante col bergamasco),
era scoppiato indubitabilmente il contagio. Non fu per questo
presa veruna risoluzione, come si ha dal Ragguaglio del Tadino ».
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