RIVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 4 - APRILE 2020 RIVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 3 - MARZO 2020 | Page 20
stanza si trattava di mettere in quarantena tutta quella gente, secondo l’antica
prassi ereditata dai tempi del colera e della febbre gialla, quando le
imbarcazioni contaminate o solo sospette di infezione dovevano rimanere
al largo per quaranta giorni… Potrebbero essere quaranta giorni, ma anche
quaranta settimane, o quaranta mesi, o quarant’anni, bisogna però che non
escano. Adesso rimane da decidere dove li metteremo.»
Gabriel García Màrquez un grande
scrittore con Premio Nobel per la
letteratura, ha scritto un romanzo
con titolo “L’amore ai tempi del
colera” che inizia negli ultimi anni
dell’Ottocento a Cartagena, città
magica e sensuale e ripercorre
cinquant’anni di vita del protagonista,
un uomo che aspetta per mezzo secolo l’unica donna che ha amato.
Come il colera, l’amore sconvolge a tal punto la vita da modificarne per
sempre il corso, gli obiettivi, i pensieri. È una storia d’amore, di coraggio, di
speranza e di attesa: un’attesa durata mezzo secolo che viene esaudita,
all’ultimo, solo per la volontà di un uomo che non ha mai smesso di combattere
per l’unica cosa al mondo che avesse un significato, la donna che
ama. Nonostante tutto….l’ amore ai tempi del colera. «Capita che sfiori la
vita di qualcuno, ti innamori e decidi che la cosa più importante è toccarlo,
viverlo, convivere le malinconie e le inquietudini, arrivare a riconoscersi
nello sguardo dell’altro, sentire che non ne puoi più fare a meno… e cosa
importa se per avere tutto questo devi aspettare cinquantun anni nove
mesi e quattro giorni notti comprese?»
Eugène Ionesco ha scritto l’opera teatrale con titolo “Il gioco dell’ epidemia”
1969, una commedia con un’ altra forma drammatica. Un’opera macabra.
E’ un gioco con la morte come una danza. Il
tempo eccezionale dell’epidemia, in cui tutte le convenzioni
sono sospese, è proprio il momento in cui
emergono i tipi umani, le loro relazioni ripetitive e
automatiche. Scrive: “Ci ho riunito qui per l’ultima
volta, nella piazza della nostra città, per informarci:
qualcosa di completamente inspiegabile ci sta accadendo:
un esercito ha circondato la nostra città. È
vietato qualsiasi entrato e uscito. Fino a ieri che eravamo
liberi, ma da oggi siamo tutti in quarantena.”
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