RIVISTA CULTURA OLTRE - Numero 3 - MARZO 2020 RIVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 3 - MARZO 2020 | Seite 17
opere d’arte impenetrabili e meravigliose è la statua marmorea del Mosè
di Michelangelo, nella Chiesa di San Pietro in Vincoli a Roma. Come sap-
piamo, è solo un frammento della gigantesca tomba che l’artista avrebbe
dovuto erigere per il potente papa Giulio II. Mi fa sempre piacere leggere
una frase elogiativa di questa statua, come quella che la definisce «la co-
rona della scultura moderna». Infatti nessuna altra statua ha mai prodotto
in me impressione più forte. Quante volte ho salito le ripide scale che dalla
brutta via Cavour portano alla piazza solitaria dove si trova la chiesa de-
serta, ed ho cercato di sostenere l’irato sprezzo dello sguardo dell’eroe. A
volte sono uscito furtivamente dalla semioscurità dell’interno come se io
stesso appartenessi alla folla verso la quale è rivolto il suo sguardo – la folla
che rifiuta ogni convinzione, che non ha fede né pazienza, e che si rallegra
quando recupera i propri idoli illusori. Ma perché dico che questa statua è
impenetrabile? Non c’è il minimo dubbio che rappresenti il Mosè, il Legisla-
tore degli Ebrei, con le Tavole dei Dieci Comandamenti…l Mosè di Miche-
langelo è rappresentato seduto; rispetto al corpo la testa con l’imponente
barba è volta a sinistra, il piede destro poggia per terra e la gamba sinistra
è sollevata cosicché solo la punta del piede tocca per terra. Il braccio destro
collega le Tavole della Legge con una parte della barba, il braccio sinistro
giace in grembo. […] Secondo me non si può caratterizzare meglio l’espres-
sione del viso di Mosè che con le parole di Thode, che vi vede «un misto
d’ira, dolore e disprezzo: ira nelle sopracciglia contratte e minacciose, do-
lore nello sguardo e disprezzo nel labbro inferiore sporgente e negli angoli
della bocca piegati in giù.» Come sosteneva J. J. Spector, Freud non trattò
mai l’ arte in modo sistematico: si occupò dei problemi di estetica soltanto
nella misura in cui interessavano il suo lavoro psicanalitico.
Secondo Freud l’ef-
feminatezza delle fi-
gure leonardesche,
sarebbe dovuto ad
un trauma psichico,
provocato nell’ arti-
sta da un sogno
avuto durante l’in-
fanzia.
Possiamo
dire che i nudi se-
condo Freud di Mi-
chelangelo con le ipotesi psicoanalitiche ripropongono ai nostri occhi l’im-
magine dell’intimo tormento dell’artista sessualmente anormale. Analogi-
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