RIVISTA CULTURA OLTRE NOVEMBRE 2025 - NUMERO 11 | Seite 23

la foglia – di una rete che lega ogni elemento. La sezione La rete delle gemme esplicita questa poetica:“ È l’ uomo un rimpicciolito universo / e l’ universo un uomo macroscopico”( Corrispondenza, p. 42). Questo principio olistico attraversa tutta l’ opera. La natura non è solo sfondo: è soggetto parlante, compagno e maestro.
Il poeta ascolta il bosco, il lago, le nuvole; diventa cosa tra le cose:“ mi faccio guscio e alga, mi consegno / inerme alla forza imperiosa e docile”( Oasi marina, p. 25). Il mare e il lago, ricorrenti, assumono un valore teofanico. L’ acqua è grembo, specchio, soglia verso l’ infinito. In Lago addormentato( p. 15), il lago è“ un bambino”, ignaro delle forze cosmiche che l’ hanno creato. In E chiudo gli occhi negli occhi del Mare, il poeta dice:“ Non so più se sia io o se sia il cielo / mentre lo abbraccio con lo sguardo”( p. 29).
L’ esperienza poetica coincide con la mistica dell’ unità: non si tratta solo di vedere il paesaggio, ma di dissolversi in esso, fino a“ non avere più a che vedere con chi fui”( L’ azzurra pace). Beatitudini si muove tra riferimenti biblici e religioni orientali, ma evita il dogma. Dio è“ diffuso nell’ aria”( Sitar indiano, p. 51), Brahman“ si fa danza di corpi”( Il respiro di Brahman, p. 47), e il risveglio buddhista si compie sotto un fico( Gautama, il risveglio, p. 44). La divinità è impersonale, presente ovunque e in ogni cosa:“ ogni parvenza del visibile […] / sono scintille di una stessa vampa”( Specchio del mare, p. 31).
La beatitudine, quindi, è un’ esperienza interiore e cosmica insieme, accessibile nel silenzio e nella contemplazione. L’ autore è un mistico naturalista, che rintraccia il sacro nel quotidiano. Aprile usa un linguaggio ricco ma limpido, intriso di immagini arcaiche( il giglio, il vento, il seme), e dotato di un ritmo musicale spesso legato all’ endecasillabo. Il lessico è preciso e armonico, raramente dissonante.
Ne è esempio Ricordo del Garda:“ Un dio incedeva sopra queste acque, / sui molli prati, sui pendii battuti / dagli ulivi in cammino, pellegrini”( p. 13). La struttura dei versi alterna fluidità narrativa e compattezza lirica. I titoli stessi( Estasi tra le schiume, Amplesso delle onde, Fiabe scritte nel cielo) suggeriscono una fusione tra percezione e visione, che ricorda il simbolismo novecentesco.
Beatitudini è un libro che si potrebbe leggere come un poema unico, un libro dell’ armonia, attraversato da un unico soffio di stupore e gratitudine. Aprile ci invita a vedere il mondo come una mappa sacra, un“ mandala” in cui ogni elemento – erba, vento, stella – partecipa al divino. La sua è una poesia che parla sottovoce ma con fermezza, che non urla né accusa, ma osserva, si consegna, e invita alla fusione con il mondo – non come rifugio dall’ umano, ma come ritorno a ciò che c’ era prima della separazione tra io e natura, tra essere e cosmo.
Un libro necessario, in tempi in cui sembra che si sia dimenticata la sacralità del vivente.
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