prima di perdere la vita tra le braccia del dovere.
La chiamano“ bianca” questa morte che schernisce che si prende gioco e del bisogno irride che ironizza sui colori e disdegna il rosso fiore di chi paga col suo sangue.
La chiamano“ bianca” questa morte che scolora che porta solo nero a chi la coglie che di buio eterno è pregna e non rischiara i sogni di chi vive con onore.
La chiamano“ bianca” questa morte vana che si scioglie come neve e non fa orme.
alle vittime sul lavoro © Maria Rosaria Teni Antologia dei Poeti contemporanei, Aletti editore, Roma, 2009
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