RIVISTA CULTURA OLTRE MAGGIO 2026 - N.5 RIVISTA CULTURA OLTRE MAGGIO 2026 - N.5 | Page 8

“ DI MAGGIO” DI FRANCESCO GAETA
Questa breve ed evocativa lirica di Francesco Gaeta cattura una sfumatura specifica della malinconia del primo Novecento: quella in cui la natura non riflette gioia, ma un profondo senso di assenza. Gaeta fu una figura di rilievo del Crepuscolarismo, un movimento caratterizzato dall’ attenzione per le“ piccole cose”, i toni smorzati e una visione della vita venata di stanchezza e nostalgia. Nella poesia non ci sono grandi dichiarazioni di passione, ma solo una“ povera mattina”, un violino che piange e una domanda silenziosa lanciata nell’ aria grigia di maggio. Tutto sovverte l’ aspettativa letteraria tradizionale legata a maggio che qui non è il“ mese del risveglio” fatto di fiori e sole, ma un mese è“ pensoso” e“ nuvoloso”. Le“ case velate” suggeriscono una nebbia che è sia fisica che psicologica, una barriera tra il poeta e il mondo esterno, tipico della poesia crepuscolare.
Sotto il pensoso, nuvoloso maggio, un violino, giù in istrada, geme. Oh se in quest’ ora priva di coraggio fossimo insieme! Per le velate case e la collina, tenera snoda una campana il canto. Saprò se in questa povera mattina, amore, hai pianto.( Da“ Poesie d’ amore”, Laterza, Bari 1920)
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