RIVISTA CULTURA OLTRE MAGGIO 2026 - N.5 RIVISTA CULTURA OLTRE MAGGIO 2026 - N.5 | Page 26

mi è parso aperto. In questo luogo, Pasolini scriveva: « Versutta, povera e lieta … con la sua fontana, le sue case vecchie, il suo dialetto così dolce e schietto ».
Aperto non lo era, ma ho letto l’ accattivante targhetta che indicava di rivolgersi alla vicina famiglia B. per averne le chiavi. Così ho fatto, ed ho avuto la fortuna di trovare la cortese signora fuori della porta di casa, nei pressi di una piccola azienda familiare che esibiva freschissimi asparagi appena raccolti. Non ho dovuto neppure chiederle nulla: le chiavi della chiesetta mi sono state offerte spontaneamente, abituata com’ era alle tante persone che giungono fin lì per domandarle. Per scambiare due parole le ho chiesto se le scolaresche visitino spesso questo luogo, e lei mi ha risposto affermativamente. Ha voluto però aggiungere: « Tanti vengono a visitare la chiesa in fretta e furia, spesso sostando solo qualche minuto; non so proprio cosa abbiano visto. Per esempio, pochi fanno caso alla porticina murata alla base di una parete: serviva a far entrare in chiesa gattini e cagnolini al seguito dei loro padroni. Le chiavi, quando ha finito, le riponga pure in quella cassettina appesa al muro ».
Sono rimasto colpito da questa straordinaria licenza di far entrare in chiesa non solo le persone, ma anche gli altri esseri viventi, compagni dell’ uomo. Che bello rimirare in silenzio quel minuscolo luogo di culto, immerso in una campagna coltivata con amore e bagnata dalla roggia del Versa, un corso d’ acqua insignificante ma genialmente decantato da Pier Paolo: «… il Versa, quel filo d’ acqua che scorre tra i prati, umile e perenne come il tempo dei contadini ».
Le pareti sono ricoperte di affreschi dai colori caldi, tenui e familiari. In una recente conferenza del Centro Studi Pasolini di Casarsa ho sentito parlare di un progetto per la valorizzazione di questo sito così tranquillo. Speriamo si realizzi: in questi tempi burrascosi abbiamo bisogno, come dell’ aria che respiriamo, di cose belle e rasserenatrici.
Silvio Valdevit Lovriha
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