RIVISTA CULTURA OLTRE MAGGIO 2026 - N.5 RIVISTA CULTURA OLTRE MAGGIO 2026 - N.5 | Page 18

per carattere, scelte ed iter vitale, l’ amatissima cugina Setareh. Le due bimbe, sempre molto unite, hanno dovuto purtroppo separarsi: l’ una a vivere in Italia, condividendo giocoforza un’ altra realtà e l’ altra – con l’ anima da sempre da pasionaria – a rimanere invece a Teheran. Il legame tra le due cugine però, nonostante la lontananza, non si spezza mai, finché Pegah non riuscirà ad a avere più notizie di Setareh, che sembra come svanita nel nulla.
SECONDA PARTE
Siamo nel 2019, e dalle notizie date dai telegiornali e seguite con grande attenzione ed immenso dolore dalla famiglia di Pegah, si è potuto apprendere che il mese di novembre è stato un mese di sangue in Iran, ci sono state proteste e manifestazioni e sono state uccise 1500 persone. Tutta la famiglia è riunita per festeggiare il“ Shab-e Yalda”, il Natale persiano, che è poi nche il nostro“ Solstizio d’ inverno”. Si leggono le poesie di Hafez, il più famoso poeta persiano, originario di Shiraz, e si consulta, aprendo una pagina a caso, il“ Libro dei Presagi”, ma l’ evento che sconvolgerà Pegah e darà inizio ad una sua nuova trance di vita è il regalo che le ha fatto, per quell’ occasione, Elvi, la sua vecchia maestra, e cioè il libro“ Prigioniere in Iran”, interviste a carcerate iraniane, a cura si Atusa Babaei, a sua volta reclusa un carcere, ma che, clandestinamente, è riuscita a fare uscire questo libro, tramite il suo avvocato. La quarta intervista catturerà l’ attenzione di Pegah e cioè“ La storia di S.” Passerà tutta la notte a leggere il libro e la quarta intervista in particolare ed acquisirà la quasi certezza che quella“ S.”, sta in realtà per Setareh, rinchiusa – e per questo scomparsa – nella terrificante prigione di Evin. Setareh, la sua amata cugina, la SHIRZAN, come lei l’ aveva soprannominata e cioè“ La Leonessa”, per il suo coraggio, già manifestato da bambina ed ancora più da quando si era dedicata ai suoi hacker, per dare del filo da torcere a gli ayatollah. Pegah, già l’ indomani, dirà ai genitori ad al fratello che ha intenzione di partire al più presto e di tornare a Teheran per cercare la cugina e provare in qualche modo ad esserle di aiuto. Nonostante il parere contrario della famiglia, terrorizzata da questa decisione di figlia e sorella, Pegah partirà ugualmente, immergendosi in una realtà, inimmaginabile nella sua crudezza.
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