“ Mi guardo intorno in cerca di aiuto. È pieno di poliziotti, in divisa, in borghese, che pestano i manifestanti atterrati, altri portano persone ammanettate dentro le camionette … Ritorno in me quando ciò che ho chiamato‘ l’ ombra’ mi gira il braccio dietro la schiena – fa male-, poi mi preme un ginocchio tra le vertebre e mi obbliga a stare giù. Sento che armeggia con delle manette, ma le rimette via. Si piega e mi sussurra all’ orecchio:< Forse non lo sai, ma è rischioso non indossare il velo >. Mi prende per i capelli e mi trascina per qualche metro. Più forte del dolore c’ è solo l’ umiliazione”. Pegah, sempre alla ricerca dell’ amata Setareh, si era imbattuta in una manifestazione contro il regime ed il suo cuore iraniano si era risvegliato e ne aveva preso parte, rischiando quanto meno l’ arresto. Finalmente ritroverà la cugina, gravemente malata per tutte le malversazioni che ha subito in carcere, ma ancora indomita. È fortunosamente riuscita ad evadere ed è ricercata come una pericolosa latitante. Quando il ritorno in Italia è per Pegah ormai prossimo e lei ha promesso a Setareth – che sa che non vivrà ancora a lungo – di aiutare e proteggere, facendoli emigrare in Italia, almeno il marito ed i suoi due figli, vengono entrambe a sapere dell’ uccisione di Mahsa, una ragazza di appena ventidue anni, soltanto perché aveva messo male il velo. Il saluto – per il momento – alla sua città … a Teheran, sarà assistere al funerale di Masha, unitamente alle tantissime donne che, gridando < Jin, Jizan, Azadi!( DONNA, VITA, LIBERTÀ!)> bruciano per protesta quel soffocante velo! ** Pegah Moshir Pour – che in realtà non confessa l’ appartenenza a nessuna religione in particolare, ma porta avanti degli ideali di giustizia e di pace – è ora un valente attivista politica, che combatte per i diritti delle donne, ma anche per la libertà di tutto il popolo iraniano dalla tirannia che da anni lo sta dilaniando. Vive tutt’ ora in Italia ed è rimasta famosa la sua apparizione ed il discorso che tenne al Festival di Sanremo qualche anno fa. *** Consiglio la lettura di questo libro, completamente autobiografico, al fine di comprendere meglio la cultura di un popolo e le dinamiche – quanto mai attuali – che lo spingono alla ribellione.
MYRIAM AMBROSINI
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