RIVISTA CULTURA OLTRE MAGGIO 2026 - N.5 RIVISTA CULTURA OLTRE MAGGIO 2026 - N.5 | Page 17

DIVAGAZIONI LETTERARIE:“ LA NOTTE SOPRA TEHERAN DI PEGAH MOSHIR POUR” – A CURA DI MYRIAM AMBROSINI
“ Usignolo dell’ alba, piangi!/ Fai bruciare ancora di più / il mio dolore / Con la scintille del tuo sospiro, spezza e capovolgi questa / gabbia./ Esci dall’ angolo, sciogli le tue catene,/ canta la canzone della libertà per il genere umano / Con il tuo respiro ardente infiamma / il respiro di questa terra brulicante di persone./ La ferocia dei crudeli e la tirannia dei cacciatori / hanno spazzato via il mio nido./ O Dio, o Cielo, o Natura / trasformate la nostra notte oscura in un’ alba”. Questa la canzone, un vero delicato inno alla libertà, che Pegah Moshir Pour cantava spesso, insieme alla sua famiglia ed ai suoi amici durante i“ door”, ovvero le riunioni conviviali che si tenevano in casa per feste o anniversari particolari. L’ autrice di questo libro autobiografico – ora attivista politica per i diritti del popolo iraniano – ha due anime: l’ anima del suo popolo, essendo nata ed essendo vissuta a Teheran sino all’ età di otto anni, e l’ anima italiana, da quando la sua famiglia – madre, padre ed un fratellino più piccolo-, intuendo per tempo in quale feroce dittatura si stesse trasformando il regime degli AYATOLLAH – decisero di trasferirsi in Italia e, più precisamente, a Potenza. E proprio questa doppia anima – e non un’ anima a metà, come Pegah si percepì all’ inizio – fa comprendere quanto, al di là degli usi e costumi locali e persino della religione, l’ essere umano sia così simile dappertutto. In un cuore retto i sentimenti si assomigliano … Le paure, i dolori, ma anche le gioie e gli affetti sono gli stessi. Pegah( il suo nome, tradotto, è“ Aurora”), anche se femmina, da una mente liberale, come quella del padre, è stata accolta come una gioia, una benedizione e, con questo input alla vita, avrà sempre a sua volta una visione longanime dell’ esistenza. Traumatizzata infatti all’ inizio nel dover lasciare la sua città e la sua terra, capirà presto, integrandosi al meglio, che non è il posto dove ti trovi a determinare la tua essenza, ma sei tu stesso, pur con dei distinguo, a determinarla. I ricordi del passato – l’ odore del tè chai, i grandi saloni che, nelle case più privilegiate, accoglievano i“ doore”, con risa, canzoni e balli e piramidi di leccornie a festeggiare qualcosa d’ importante ed il passeggiare nelle strade ed della sua bella citta – e l’ accettazione dell’ oggi, in un contesto abitativo diverso, con una lingua diversa ed esseri umani con abitudini diverse, conviveranno felicemente in Pegah / Aurora, finché qualcosa trafiggerà il suo cuore con spietata realtà. A contrapporsi,
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