si manifestano tensioni espressive, istanze soggettive e nuove concezioni della forma musicale.
La storia della forma-sonata evidenzia, dunque, come le strutture musicali non siano entità statiche, ma dispositivi storicamente determinati, soggetti a trasformazioni legate ai mutamenti del contesto estetico e culturale. Dal paradigma classico dell’ equilibrio formale si passa a una concezione processuale, in cui la struttura si definisce attraverso il proprio sviluppo interno. Ne deriva una ridefinizione del rapporto tra forma ed espressione: non più ambiti distinti, ma dimensioni interdipendenti, la cui interazione costituisce uno degli elementi fondamentali del pensiero musicale tra Sette e Ottocento.
Maria Rosaria Teni
Indicazioni bibliografiche: Charles Rosen, Le forme sonata, Torino, EDT, 2011 Antonio Grande, Lezioni sulla forma sonata, Roma, UniversItalia, 2015 Carl Dahlhaus, Beethoven e il suo tempo, Torino, EDT Carl Dahlhaus, Fondamenti di storiografia musicale, Firenze, Discanto, 1980. Piero Buscaroli, Beethoven, Milano, Mondadori, 2020. Mario Carrozzo e Cristina Cimagalli, Storia della Musica Occidentale, voll. 2 e 3, Roma, Armando Elvidio Surian, Manuale di Storia della Musica, vol. III, Milano, Volontè e Co, 2015.
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