Blaise Pascal, nato a Clermont nel 1623, fin dalla più tenera età si dimostra essere un genio della matematica, tant’ è che a soli 16 anni compone il Saggio sulle sezioni coniche, in cui espone uno dei fondamentali teoremi della geometria proiettiva che è tuttora noto come‘ Teorema di Pascal’. A 18 anni inventa la primissima calcolatrice, conosciuta come‘ Pascalina‘. Nel 1648 dimostra sperimentalmente che il livello della colonna di mercurio in un barometro è determinato dalla crescita o dalla diminuzione della pressione atmosferica circostante, confermando l’ ipotesi dello scienziato italiano Evangelista Torricelli sugli effetti esercitati dalla pressione atmosferica sull’ equilibrio dei fluidi; l’ unità di misura della pressione, in fisica, si chiama Pascal in suo onore. Sei anni dopo elabora anche la teoria delle probabilità, che diverrà fondamentale in campi come la statistica e nella fisica teorica moderna. Fra gli altri importanti contributi che Pascal porta alle scienze vi sono la cosiddetta‘ legge di Pascal‘, in base alla quale i fluidi esercitano la stessa pressione in tutte le direzioni, e le ricerche sul calcolo infinitesimale. Nella ricerca scientifica di Pascal la sperimentazione empirica diventa fondamentale e la concezione che emerge nelle scienze è di carattere evolutivo. Nel 1656 Pascal compone le diciotto celebri Lettere provinciali, in cui difende le dottrine gianseniste e critica la morale dei gesuiti, esponendo anche una sua interpretazione della concezione della predestinazione divina. Nel 1670 vengono pubblicati postumi i Pensieri, che sarebbero dovuti essere gli appunti preparatori per una grande opera filosofica intitolata Apologia del cristianesimo. L’ apologetica pascaliana del cristianesimo si fonda su una ripresa della spiritualità di san Paolo e di sant’ Agostino, ma anche su un abbandono delle procedure razionali e dei metodi dimostrativi nell’ ambito della fede religiosa. Per Pascal, l’ Uomo si trova in una condizione in cui si trova a essere sospeso tra due infiniti: l’ infinitamente grande e l’ infinitamente piccolo; entrambi questi limiti, come in matematica, sono impossibili da raggiungere con la conoscenza. Ciò che occorre fare, quindi, è lasciare da parte il dogmatismo della ragione, che risulta essere inutile nei confronti dell’ infinitamente grande e dell’ infinitamente piccolo. Non bisogna neanche però cadere nello scetticismo. La condizione umana è un’ intreccio di bassezza e grandezza: l’ uomo è sospeso tra il rango di“ angelo” e quello di“ bestia”. È continuamente ingannato dai sensi e dalla ragione; i principi politici sono relativi, così come quelli culturali e i costumi. L’ uomo, per Pascal, è sempre impegnato in qualcosa per evitare di essere oppresso dalla noia e dall’ impotenza, per non essere schiacciato dal nulla e dal vuoto: è sempre in movimento. Cerca di dimenticarsi della sua condizione di sospensione con il divertissement, la distrazione, il divertimento e l’ oblio di sé; ma prima o poi la disperazione torna ad assalirlo. Muore a Parigi nel 1662.
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