Rivista Cultura Oltre- Giugno 2018 - 6° numero rivista-cultura-oltre GIUGNO 2018 - 6^ numero | Página 11

termine »[ 35 ], sia come « grottesche e sfortunate »[ 36 ]. Ovviamente, le prime vengono utilizzate come paradigmi della « tragedia » e le seconde come paradigmi della « commedia », nei confronti di ciascuna delle quali si esercita la « mimica », che costituisce « una tendenza congenita in tutti gli uomini sin doli‘ infanzia », ed è atta ad offrire « conoscenza » ai membri del pubblico della rappresentazione drammatica [ 37 ]. Il filosofo Zenone è celebre per aver elaborato una logica, che portata alle sue estreme conseguenze razionali prefigurava una dimensione reale dell’ impossibile. Uno dei suoi“ paradossi” meno noti è quello del“ mucchietto”: prendete una certa quantità di miglio e con la metà di essa fate un mucchietto, poi prendete metà del rimanente e aggiungetelo al mucchietto, poi metà del rimanente e così via. Zenone pone il problema fra logica e assurdo. Il termine assurdo( dal latino absurdus, composto dalla particella ab( da), che indica allontanamento, e una supposta forma volgare sardus, da cui deriva l’ antico verbo sardare( parlare saviamente) vuole significare tutto ciò che è contrario alla logica, contraddittorio o che genera un senso di ridicolo. Nella letteratura l’ assurdo è stato usato con contrastanti significati: Sartre e Camus ad esempio, nei loro romanzi e opere teatrali hanno trattato dell’ assurdo implicito nell’ esistenza dell’ uomo in forme letterarie classiche, non diverse da quelle utilizzate da altri autori: la loro, e fra questi anche James Joyce e Franz Kafka, è una trattazione logica dall’ esterno dell’ assurdo. Il teatro dell’ assurdo si caratterizza per dialoghi senza senso. Il dialogo sono ridotti al minimo, le vicende sono apparentemente senza senso: in questo modo si scardina ogni convenzione e regola teatrale, si capovolge ogni criterio di verosimiglianza e di realtà.
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Nel maggio del 1950 era andata in scena La cantatrice“ chauve”( la Cantatrice calva), anticommedia in atto unico su una famiglia inglese di nome Smith da dove aveva preso avvio il suo teatro detto dell’ assurdo, come assurde erano le opere di Beckett, Genet e Adamov grazie alle quali la crisi dell’ uomo contemporaneo si manifestava attraverso la mancanza di logica, e la logica( vedi le parole?) difficoltà / impossibilità di comunicazione.( Secondo Marco Iacona). Caratteristica assai singolare di questo teatro era l’ utilizzo di un dialogo fitto e insistente, creato su situazioni o proposizioni senza senso( sul giornale:“ c’ è una cosa che non capisco. Perché nella rubrica dello stato civile è sempre indicata l’ età dei morti e mai quella dei nati? È un controsenso”), reali e irreali insieme, confusionarie, incoerenti e slegate dal contesto nel quale si verificavano.“ Il teatro dell’ assurdo attacca le consolatorie certezze dell’ ortodossia religiosa e politica. Il suo scopo è quello di scioccare il pubblico, costringendolo a guardare in faccia la durezza della condizione umana … E’ una sfida accettare la condizione umana così com’ è, in tutto
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