strade. Il Natale assume la forma di un interno quieto, di un calore minimo che consente al soggetto di non disperdersi. È una versione letteraria di ciò che il rito della natività mette in gioco sul piano collettivo. La scena originaria diventa richiesta di un luogo dove poter stare. Accanto a Ungaretti, Gianni Rodari utilizza la cornice natalizia per interrogare la disuguaglianza e l’ inclusione. Nel primo testo L’ albero dei poveri, la festa è vista dalla parte di chi resta fuori dal circuito dei doni.
L’ albero dei poveri di Gianni Rodari Filastrocca di Natale, la neve è bianca come il sale, la neve è fredda, la notte è nera ma per i bimbi è primavera: soltanto per loro, ai piedi del letto è fiorito un alberetto. Che strani fiori, che frutti buoni oggi sull’ albero dei doni: bambole d’ oro, treni di latta, orsi dal pelo come d’ ovatta, e in cima, proprio sul ramo più alto, un cavallo che spicca il salto. Quasi lo tocco … Ma no, ho sognato, ed ecco, adesso, mi sono destato: nella mia casa, accanto al mio letto non è fiorito l’ alberetto. Ci sono soltanto i fiori di gelo sui vetri che mi nascondono il cielo. L’ albero dei poveri sul vetro è fiorito: io lo cancello con un dito.
La scena natalizia qui non è solo festa. È anche confronto con una mancanza. Il bambino osserva la distanza tra l’ immagine abbondante dei doni e la realtà della
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