né veduti prima . Di lì a poco , infatti , iniziò a discernere delle sagome , dapprima
solato ed argentato dei terribili predatori . Ben presto i loro spietati occhi gialli si fissarono su di lui che , nonostante ciò e senza alcuna paura , ricambiò sereno il loro sguardo : rimasero così ad osservarsi lui ed i lupi , divenuti nel frattempo sempre più numerosi per un tempo che parve interminabile , poi le belve , così come erano venute , gli girarono la schiena e si allontanarono . Nel giro di qualche minuto sentì nuovamente giungergli i loro ululati , ma , ancora una volta , lontani e provenienti dalla direzione opposta a quella da cui erano arrivati .
Luce d , in cuor suo , si disse che in fondo non era contento che se ne fossero andati . A lui piacevano i lupi
natura che respirava superba intorno a lui ; anche quella così aspra , così ostile
stata congeniale . E gli esseri umani ? Un oscuro timore lo assaliva ogni volta che pensava a quella sconosciuta genìa a cui lui pure lui riteneva di appartenere ; un timore che non contrastava però con il
Alzò il viso a guardare il cielo : le stelle , così come era accaduto poco prima nel silenzio assoluto c da distanze abissali : la stessa distanza che provava per se stesso , ignorando chi realmente fosse .
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Il paesaggio prese finalm
gelida ed affilata . Luce Da non molto lontano iniziò a giungergli un tinpoco infatti scorse una trentina di pecore che parevano avanzare riottose ed , in mezzo a loro , un pastore , nero e scostante come gli abiti frusti che indossava . Il guardiano di pecore passò oltre senza neppure guardarlo e lui dopo quel primo umano incontro sfortunato si sentì ancora più abbandonato , ancora più penosamente estraneo . *******
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