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PASQUA: UN PASSAGGIO UNIVERSALE A CURA DI YLENIA ROMERIO
Gesù diceva:“ Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno“[ 1 ].
⸂ ὁ δὲ Ἰησοῦς ἔλεγεν · Πάτερ, ἄφες αὐτοῖς, οὐ γὰρ οἴδασιν τί ποιοῦσιν.⸃ διαμεριζόμενοι δὲ τὰ ἱμάτια αὐτοῦ ἔβαλον ⸀ κλήρους.[ 2 ]
“ Abbā, šəḇaq ləhōn, dəlā yāḏ‘ īn mā ʿāḇdīn.”[ 3 ]
Le parole pronunciate da Gesù sulla croce hanno un valore universale che attraversa il tempo, rendendole sempre più attuali. La Pasqua rappresenta il passaggio dalla morte alla vita, dal peccato alla salvezza attraverso l’ immolazione del Figlio di Dio, fatto uomo affinché Dio potesse farci capire l’ importanza del suo comandamento più importante:“ Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”.[ 4 ]
Da fedeli, noi crediamo in Gesù Figlio di Dio, nel suo messaggio e nelle sue gesta, venuto sulla Terra per salvarci. Molti non credenti invece, riconoscono solo un Gesù storico, una persona realmente esistita ma non come Figlio di Dio ma semplicemente un predicatore ebreo che visse agli inizi del I secolo nelle regioni della Palestina e crocifisso a Gerusalemme intorno all’ anno 30 sotto il governo di Ponzio Pilato. Ora, come afferma il famoso biblista cattolico amercicano Jhon Paul Meier, è necessario fare tre distinzioni: il“ Gesù della fede”( ciò in cui i cristiani credono, Gesù il Figlio di Dio ed il Messia), il“ Gesù storico”( ciò che gli studiosi riescono a ricostruire su Gesù, basandosi sulle fonti) e il“ vero Gesù”( ciò che Gesù fu e fece). Il primo punto vede Gesù come il Messia, inviato da Dio per salvare il popolo di Dio, inteso non solo come il popolo ebraico ma l’ umanità intera. Molti altri si attengono alla ricerca moderna sulla figura di Gesù, attraverso l’ utilizzo multidisciplinare di metodologie antropologiche, sociali e letterarie, attraverso le quali si dà importanza all’ ebraicità di Gesù che lo definiscono come un profeta apocalittico, poiché in quel periodo era molto enfatizzata l’ escatologia ebraica; o come un guaritore carismatico, definito hasid, un appellativo onorifico ebraico che denota una persona eticamente giusta e gentile come espressione esteriore dell’ amore per Dio e per gli altri; o come un filosofo che a causa del suo messaggio di cambiamento radicale fu crocifisso perché minava le autorità ebraiche del suo tempo. Punto terzo: cosa fece realmente Gesù? Predicò. Ma qual era il suo messaggio radicale che intimoriva tanto le autorità ebraiche e romane del tempo o che tutt’ ora rende difficile la comprensione della sua predicazione? Ed ecco che ritorniamo al primo comandamento di Dio:“ Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri ». E’ un comandamento strutturato morfologicamente non sul divieto( NON dire, NON
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