si mise a ridere mostrando ancora una volta la sua bocca sdentata.“ Mi dica che cosa devo fare. Non posso trattenermi tanto, mi cercheranno altrimenti.”“ Hai detto ai tuoi che ti fermavi di più a scuola?” le chiese la strega. Non voleva avere delle sorprese.“ Sì, sì, l’ ho detto”, Roberta era quasi sicura di averlo fatto.“ Bene. Adesso finisci di girare questa pozione per almeno mezz’ ora. Dopo spolvera tutta la casa, scopa il pavimento e rifai il mio letto. Per oggi basterà.”“ Posso andare via dopo aver finito o devo aspettarla finché ritorna?” le chiese Roberta.“ Solo quando hai finito tutto puoi andartene. Se cercherai di imbrogliarmi ricordati i topi. E poi ci rincontreremo domani alla stessa ora. Adesso devo andare, le giornate si sono accorciate”, disse la strega e si avviò verso la porta. Roberta rimase a fare quello che le aveva ordinato la strega. Gocce di sudore le scendevano lungo la fronte mentre girava la pozione che stava bollendo nel pentolone. Nel guardarsi in giro ancora intimorita venne attratta particolarmente da un libro dal titolo“ Rompere l’ incantesimo”. La tentazione di prenderlo e aprirlo era forte ma si ricordò di nuovo dei topi, non poteva rischiare così tanto. Continuò a fare i mestieri sempre preoccupata e spaventata. Intanto a casa di Roberta i genitori e il suo cagnolino Bobbi si chiedevano come mai non fosse tornata ancora da scuola. Non era da lei tardare ancora così tanto. Telefonarono a qualche sua amica e scoprirono che le lezioni erano terminate da un bel po’. Iniziarono a preoccuparsi pensando anche al giorno precedente quando si era comportata in modo strano.“ Bobbi, dobbiamo andare a cercare Roberta. Tu di sicuro riesci a portarci da lei, riconosci il suo odore”, gli disse il padre di Roberta. E infatti per Bobbi non fu difficile trovare quella casetta nascosta nel bosco fiutando il terreno. Avrebbe trovato la sua padroncina anche se fosse finita a migliaia di chilometri. Così lui e il padre di Roberta entrarono in quella casa. Roberta sobbalzò dallo stupore.“ Papà, Bobbi, che cosa ci fate qui?”“ Piuttosto tu che cosa ci fai qui?”, dal tono della voce si capiva che il padre era deluso dal comportamento della figlia e molto preoccupato.“ Papà, non ti arrabbiare, ma dovete andarvene da qui prima che torni lei”, disse singhiozzando.“ Lei chi?” chiese il padre.“ Non posso dirlo papà, forse un giorno vi potrò spiegare tutto. Vi prego andatevene”, Roberta si mise a piangere. Poi il papà vide quei libri sulla mensola.“ Sei finita nelle grinfie di una strega!”, adesso anche lui sembrava spaventato e Bobbi abbaiava forte.“ Andatevene papà, sennò succede un disastro”, continuava a piangere.“ Non se ne parla nemmeno. Tu vieni via da questo posto qualsiasi cosa ti abbia detto la strega.” Bobbi iniziò a tirarla per i pantaloni e il padre la afferrò per una mano. Stavano per uscire ma all’ improvviso l’ orologio iniziò a battere le ore così forte come non
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