cosa c’ era di sovrannaturale in quella casa. L’ orologio aveva occhi umani. Si muovevano a destra e a sinistra e sbattevano le ciglia. Sembrava che quegli occhi implorassero aiuto. Poi vide incredula che il tavolo aveva gambe che si muovevano e anche le sedie sembrava avessero braccia umane. Intanto la strega ridacchiava forte con un’ espressione maligna.“ Ah, ah, ragazzina. Stai guardando i miei mobili. Una volta erano persone ma sono stati troppo curiosi, proprio come te.” Roberta notò che le pentole avevano come manici orecchie umane. Stava per svenire dalla paura.“ Tu adesso rimani qua e finisci di prepararmi la cena. Devo andare a cercare le mie piante. Dovresti anche spolverare un po’. C’ è un letto per te nella stanza piccola”, le ordinò la strega.“ Ma domani devo andare a scuola! E poi se non torno a casa verranno a cercarmi. Sanno che sono da qualche parte del bosco e il mio cagnolino mi troverà di sicuro”, le disse Roberta piangendo.“ Hai un cane? Allora questo è un problema. Sei più sveglia di quel che credevo. I cani sanno fiutare tutto e bene. Allora c’ è un cambio di programma. Tu domani dopo scuola vieni qui. Ai genitori dici che le lezioni durano di più. Farai quello che ti dirò di fare e poi tornerai a casa.” Quando Roberta sentì che la strega l’ avrebbe lasciata andare si riprese dallo shock.“ Vedi quei topi lì?” le disse la strega indicando quattro topi nell’ angolo sul pavimento che Roberta non aveva notato prima.“ Anche loro una volta erano persone. Se fai una parola con qualcuno tu e la tua famiglia compreso il tuo cane sarete trasformati in topi.”“ D’ accordo, d’ accordo”, disse Roberta e scappò spaventata dimenticando il cesto con i funghi. Quando tornò a casa Bobbi le saltò addosso leccandola sul viso. La mamma e il papà sembravano agitati.“ Ma Roberta, eravamo preoccupati. Come mai ci hai messo così tanto tempo?” le chiese la mamma ma sembrava più un rimprovero che una domanda.“ Mamma, c’ erano così tanti funghi, non ho resistito, continuavo a raccoglierli”, disse e diventò tutta rossa in faccia.“ E dov’ è il cesto? Roberta, che cosa ci nascondi?” Ma Roberta non volle raccontare della strega, era troppo spaventata a causa di quei topi. Così disse che si era fermata con un’ amica a giocare nel bosco e le aveva regalato i funghi e che il cesto glielo avrebbe restituito domani. Il resto della giornata Roberta lo passò con Bobbi ma anche lui aveva notato la paura nei suoi occhi. Roberta dimenticò di dire ai genitori che dal giorno dopo le lezioni sarebbero durate due ore più del solito come le aveva suggerito la strega. Era troppo impaurita e così il giorno successivo dopo la scuola si diresse nuovamente verso la casa nel bosco.“ Buongiorno”, disse educatamente Roberta pensando che fosse meglio trattare quella megera con gentilezza.“ Eccoti qui, curiosona. Ti stavo aspettando. Devo andare in cerca delle piante che utilizzo per le mie pozioni magiche. Ma a te che cosa interessa questo?”, la strega
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