RIVISTA CULTURA OLTRE APRILE 2026 - N.4 RIVISTA CULTURA OLTRE APRILE 2026 - N.4 | Page 39

Ecìla fissò la bizzarra creatura con ancora più intensità e cercò nel profondo di se stessa – dove sapeva di poterla trovare – la risposta. < Un’ amica? La mia migliore amica, forse?> Di nuovo la sagoma di Nives parve per un attimo impallidire, sin quasi a scomparire, poi, recuperando quel timido sorriso di poco prima, rispose: < Credo … credo proprio che sia così!> Ecìla allora, facendola sollevare dalla poltrona, l’ abbracciò ed, a quel semplice contatto, l’ evanescenza che caratterizzava la diafana creatura che Nives era si propagò anche a lei … alla sua stessa fisicità corporea: le parve infatti che, per qualche istante, le sue braccia, fatte d’ aria, stringessero soltanto l’ aria. Osservando poi il cielo, ormai scuro oltre la finestra, si accorse che il buio era sceso su Imageland. < Questa notte puoi dormire qui, nella mia casa > disse Ecìla, rivolgendo un sorriso rassicurante a Nives, ancora palesemente intimidita < Domani invece ti mostrerò la tua casa, dove, se ti piacerà, potrai vivere a tuo agio ed in tutta libertà.> Le pallide labbra della bimba si piegarono all’ ingiù, incapace di celare il cruccio che quella affermazione doveva aver suscitato, tuttavia affermò: < Certo … come vuoi tu.> < Comunque domani, alla luce del sole, ne riparleremo.> disse Ecìla, alla quale il cruccio di Nives non era sfuggito. < Sì … alla luce del sole …> ribadì lei, fissando a sua volta il ritaglio di cielo che mostrava la finestra … un cielo che quella notte tardò ad ospitare le stelle. Nell’ ora più fonda della notte Ecìla si svegliò ed, uscendo in punta di piedi dalla sua stanza, seguì l’ impulso di andare a scrutare nel sonno la nuova arrivata. Sul candido letto messole a disposizione la sagoma del corpo di Nives aveva formato un leggero affossamento, ma del corpo di lei pareva non esservi alcuna traccia … scomparsa come avviene nei sogni dove luoghi e presenze compaiono o scompaiono seguendo una loro incomprensibile logica che appartiene, appunto, soltanto ai sogni. Ecìla, rabbrividendo, tornò nella sua stanza e tentò di affidare, a sua volta, al sonno quella irreale realtà.
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