Resistenza e Cambiamento. Un Sindacato Umano per difendere la Specie. Resistenza e Cambiamento. | Page 52

Il lavoro, inteso come attività fisica e mentale necessaria/indispensabile per guadagnarsi da vivere, per sbarcare il lunario e aderire ai modelli di vita imposti dalla società dei consumi, occupa ormai l’intera giornata e l’intero arco della vita di tutti. Tutto è lavoro: il tragitto casa-ufficio, la spesa al supermercato, compilare la dichiarazione dei redditi, imparare ad usare i mezzi che dovrebbero semplificarci la vita, partecipare agli eventi mondani, organizzare le vacanze … persino cercare o inventarsi un lavoro! C’è il lavoro propriamente detto, quello di chi nelle aziende, nei servizi o nelle professioni, vede aumentare i ritmi, estendere gli orari, allontanarsi l’età della pensione … C’è il lavoro bastardo, quello precario, senza regole, senza diritti e senza fine ...C’è il lavoro senza nome e senza senso, come quello di chi porta i cani a pisciare o fa la coda allo sportello per conto terzi ...C’è addirittura il lavoro per permettere ad altri di lavorare, come quello delle colf, delle baby sitter o delle badanti … E in più c’è tutto il lavoro gratuito a cui ci inchioda il nostro ruolo di consumatori, obbligandoci a studiare i cataloghi pubblicitari per scegliere tra le marche e valutare le offerte, per poi recarci nei centri commerciali a svolgere diligentemente le nuove mansioni di cacciatore di parcheggi, spingitore di carrello o attenditore alle casse … Per non parlare della ingente mole di lavoro cui ci costringe la ricerca della distrazione e del divertimento: programmare le vacanze, andare in palestra per poter indossare il costume da bagno senza sfigurare, prenotare i posti alle conferenze o alle mostre, sbattersi per trovare la droga che ci permetterà di ballare tutta la notte, iscriverci all’università della terza età … Siamo onesti, di lavoro ce n’è anche troppo! Lavoro inutile e malfatto, come la recitazione nelle fiction televisive … lavoro umiliante e molesto come quello delle televendite … lavoro nocivo, immorale o distruttivo, come la produzione di armi, l’industria del porno, le Grandi Opere mostruose … E’ proprio questo eccesso di lavoro, il lavoro per il lavoro, lavorare per distruggere per poter lavorare … è questa follia produttivo/consumistica che provoca la crisi economica, sociale, culturale e ambientale. Ed è paradossale pensare di affrontare tale crisi aumentando la produttività e la deregulation, cioè intensificando lo sfruttamento dell’Uomo e della Natura. Ciò che negli ultimi decenni ha permesso alla classe dominante (quell’un 51