Resistenza e Cambiamento. Un Sindacato Umano per difendere la Specie. Resistenza e Cambiamento. | Page 51

Lavorare meno per vivere meglio Quando gli economisti, i politici, i sondaggisti e gli editorialisti affermano che la causa della crisi è la mancanza di lavoro, trasformano una banalità in menzogna. L’evidenza che la crisi si manifesti attraverso una scarsità di posti di lavoro, non può che essere condivisa dall’uomo della strada, il quale si trova a fronteggiare i drammatici cambiamenti provocati dall’avvento della civiltà post-industriale: disoccupazione, precariato, fine del welfare,ecc. A qualsiasi neolaureato che, dopo anni di studio e sacrifici, si ritrovi a fare interviste telefoniche ossessionando il malcapitato di turno per cercare di truffarlo con qualche subdolo contratto bidone, non può che venire spontaneo il lamento contro la mancanza di un lavoro adeguato, dignitoso, gratificante. Lo stesso vale per il commerciante che vede calare le vendite delle sue cianfrusaglie perché i clienti non hanno più uno stipendio sufficiente a fargliele comprare. Persino coloro che hanno il posto fisso ma si vedono ogni giorno ridurre il potere d’acquisto e le garanzie normative a causa del ricatto occupazionale, finiscono con l’imprecare per la mancanza di lavoro, proprio mentre devono lavorare sempre di più!!! In effetti la percezione che oggi ci sia poco lavoro è fallace e deriva da un uso improprio del linguaggio, da una mistificazione del concetto. L’uomo della strada, in buona fede, pensa al lavoro fisso tipico della civiltà industriale, quello che i tecnopolitici hanno sbeffeggiato e liquidato in nome degli interessi neocapitalisti. Un posto di lavoro che durava per tutta la vita e, pur producendo sfruttamento e alienazione, garantiva una posizione sociale ed un minimo di sicurezza economica. Mentre i ruffiani ed i servi del sistema, consapevoli dell’uso fraudolento del linguaggio con cui creano e spacciano ideologia, tentano di mascherare la realtà nascondendo il fatto che il lavoro, nella realtà odierna, si è modificato profondamente, uscendo dagli spazi e dai tempi che gli erano riservati, per andare ad occupare tutti gli interstizi della vita quotidiana. 50