Resistenza e Cambiamento. Un Sindacato Umano per difendere la Specie. Resistenza e Cambiamento. | Page 48
Infine, la critica di Latouche investe quello che è il mito moderno più
potente e pervasivo: la tecnica. Intesa come un sistema autonomo che
costituisce un ingranaggio autopropulsivo, la Megamacchina dalla quale
siamo al tempo stesso oppressi e sedotti. Una macchina che ci condiziona,
ci manipola, ci spia, ci annulla, ma di cui non possiamo fare a meno ed a
cui chiediamo, paradossalmente, di risolvere i problemi che essa crea!!
La proposta della decrescita, cioè il ritorno ad uno stile di vita frugale, in
armonia con la natura e con gli esseri umani, apparentemente banale e
semplicistica, è in realtà una conclusione radicale e complessiva.
L’aggettivo che la qualifica, serena o felice, sottintende un mutamento
profondo nel modo di pensare e nei rapporti sociali, implicando che si
sostituisca la solidarietà alla competizione, il dono allo scambio mercantile,
la convivialità all’egoismo,la comunità all’organizzazione…
In questo quadro il ritorno ad una vita frugale, coniugato alla riscoperta del
pensiero umanista ed alla scelta dell’ autogestione generalizzata, lungi
dall’essere una menomazione o un sacrificio, diventa l’unica chance per la
ricerca della felicità ( che non può essere un “diritto”, caso mai una grazia
).
In definitiva la decrescita serena non è un’ opzione economica (lo sviluppo
sostenibile) né un’ opzione tecnica (le energie rinnovabili per poter
continuare a consumare) né tanto meno un’ opzione politica (il partito dei
rottamatori, dei vaffanculisti o degli indignados) bensì una scelta etica, un
modo di intendere la società e di dare un senso alla vita.
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