tutto per buttarla in caciara) che smaschera la farsa democratica e individua nella disobbedienza civile lo strumento più efficace contro la democratura. In val di Susa la lotta contro il TAV( anche se probabilmente alla fine sarà sconfitta, perché il sistema non può perdere la faccia) ha già buttato il seme di una nuova consapevolezza, il suo esempio è contagioso e diventa il simbolo di tante altre lotte, non economiche, non politiche, bensì umane. Ormai è chiaro che l’ impazzimento del clima, la follia metropolitana, i movimenti migratori, la mercificazione dei corpi e delle anime, sono il risultato delle scelte di una sempre più ristretta cerchia di potenti, subite, tollerate, avallate o condivise dalla maggior parte delle persone comuni, illuse o corrotte dall’ ideologia dello sviluppo. Per contrastare questa tendenza autodistruttiva della civiltà consumista è necessario sviluppare un’ alternativa filosofica, etica e pratica al modo di pensare e di agire che ha portato all’ omologazione globale. Ci vuole un pensiero“ forte” che sappia suscitare, sostenere e dare senso alle lotte contro la grande opera di distruzione della specie umana. Proprio come, in qualche misura, tenta di fare la teoria della decrescita serena, preconizzata dall’ ambientalista rumeno Georgescu Roegen, dall’ intellettuale francese Andrè Gorz, dall’ ex sacerdote austriaco Ivan Illich ed oggi divulgata da Serge Latouche. Latouche, emerito professore alla Sorbona ed esponente del movimento antiutilitarista MAUSS, parte dalla constatazione che lo sviluppo infinito in un ambiente limitato come la terra è impossibile( Legge dell’ entropia). Il nucleo centrale da cui si sviluppa il suo ragionamento è il rifiuto dell’ ideologia utilitarista su cui si fonda la civiltà mercantile, dove la misurazione del PIL è diventato l’ unico metro di giudizio valido a certificare la bontà dell’ asservimento all’ economia. Il rifiuto della moderna religione dell’ Economia comporta anche l’ eresia rispetto al positivismo che, estremizzando le idee dei filosofi illuministi e le supposizioni degli scienziati evoluzionisti, ha santificato il progresso e lo sviluppo fino a renderli degli idoli peggiori di quelli ancestrali( se nei Paesi avanzati il progresso crea alienazione, la sua esportazione nel cosiddetto terzo Mondo finisce per aumentare la povertà e la dipendenza, creando un vero e proprio inferno per fuggire dal quale si sono originate le nuove grandi migrazioni).
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