Resistenza e Cambiamento. Un Sindacato Umano per difendere la Specie. Resistenza e Cambiamento. | Page 46
Verso la decrescita serena
I tratti più caratteristici della civiltà occidentale, ormai dominante a livello
planetario, sono il desiderio e la necessità di una espansione continua.
Espansione, sviluppo, crescita, di cui si alimentano l’economia, la tecnica
ed il potere, sono più o meno le stesse parole d’ordine che motivano il
capitalismo, l’ideologia progressista, le guerre di religione e le strategie
politiche.
Progresso, innovazione, superamento dei limiti (anche fisici e morali) sono
il minimo comune denominatore che unisce nella grande ammucchiata
emozionale poveri e ricchi, schiavi e padroni, acculturati e analfabeti,
spacciatori e tossicomani.
Così il miraggio della crescita diventa la droga perfetta che fa girare
l’ingranaggio di cui tutti noi siamo le rotelle.
L’unico modo di spezzare questo circolo vizioso è quello di interrompere il
gioco, negare il proprio ruolo, rifiutare la propria collaborazione, cambiare
paradigma.
Un ottimo esempio di come si possa contrastare la logica perversa del
progresso e del benessere a tutti i costi lo abbiamo nella lotta contro l’Alta
Velocità in Val di Susa, dove la popolazione rifiuta gli ipotetici e futuribili
vantaggi di una grande opera del cavolo per difendere quel che rimane
dell’ ambiente materiale e spirituale, dimostrando che l’ utopia della
resistenza e del cambiamento è possibile.
Si tratta di una lotta esemplare sotto molti punti di vista, a partire dal suo
carattere anti-economico. L’interesse egoistico immediato, su cui
puntavano gli sponsor politici e mediatici dell’ opera, non ha funzionato
come strumento di persuasione/corruzione perché in un certo senso è una
lotta “gratuita”, basata sul dono e sull’ amore (per i figli, per la vita).
L’altro elemento fondamentale è la connotazione anti-moderna: il rifiuto
della dittatura tecnocratica per cui tutto ciò che è possibile a livello tecnico
deve essere fatto e si giustifica da sé. Inoltre è una lotta fondamentalmente
pacifica e nonviolenta (anche se l’apparato politico-mediatico-militare fa di
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