Resistenza e Cambiamento. Un Sindacato Umano per difendere la Specie. Resistenza e Cambiamento. | Page 45
E’ per questo che riferirsi, oggi, ad un non meglio specificato
“umanesimo” da contrapporre alle degenerazioni moderne e post-moderne,
rischia di apparire retrogrado ed ambiguo.
In particolare suona vergognosamente ipocrita e stomachevole il richiamo
allo spirito ed ai principi umanitari fatto da organizzazioni governative e
non, per coprire i loro sporchi traffici, quando affiancano le truppe di
occupazione occidentali nei Paesi non ancora sviluppati, cooperando alla
distruzione delle culture autoctone, gestendo i campi di concentramento
profughi o addirittura lucrando sulle attività di assistenza…
Eppure l’ umanesimo, nella sua accezione radicale, sarebbe valido oggi più
che mai ed è forse l’ unica alternativa alla deriva tecnoeconomicista che
punta inesorabilmente alla distruzione del Pianeta ed all’ annientamento
della vita.
Come diceva Marx, quel pensatore borghese che, quando si allontanava
dalle sue ossessioni economiciste e scientifiche, qualcosa ci azzeccava,
“essere radicali significa andare alla radice delle cose e la radice di tutte le
cose, per l’ Uomo, è l’ uomo stesso”.
Allora l’ umanesimo di cui c’è bisogno oggi, per riprendere il filo di un
discorso che non si è ancora del tutto interrotto e che nel corso dei secoli ha
contrapposto di volta in volta plebei e aristocratici, sfruttatori e sfruttati,
eretici e inquisitori, poeti e consumisti, ribelli e programmatori, non ha
nulla a che vedere col buonismo e con la carità pelosa; non c’ entra niente
con la spocchia degli intellettuali foraggiati dalle fondazioni e dalle
corporation; non ha alcuna nostalgia dell’ Ordine perduto né alcuna
intenzione di imporre un Ordine Nuovo.
Si tratta piuttosto di un pensiero e di un movimento radicale, eretico,
ribelle, nonviolento, universale, per difendere la natura e la cultura nel
tentativo di realizzare una società di liberi ed uguali.
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