Per un umanesimo radicale
Il processo di disumanizzazione innescato dalla Rivoluzione Industriale, magistralmente rappresentato da Charlie Chaplin nel suo capolavoro“ Tempi Moderni” è proseguito per tutto il ventesimo secolo ed oggi, anche se in forme diverse, sta per raggiungere un punto di non ritorno. Inversamente proporzionale alla crescita economica, alle scoperte scientifiche ed alle innovazioni tecnologiche, si genera un regresso morale e spirituale che trasforma l’ essere umano, modificandone le sue caratteristiche intrinseche. L’ importanza predominante accordata ai valori materiali, soddisfacibili col denaro e col potere, insieme alla manipolazione dell’ ambiente indotto dalla tecnica, mentre creano un’ illusione di libertà e di abbondanza, rendono le persone sempre più schiave degli istinti, egoiste, indifferenti ed amorali, come dimostra ampiamente la cronaca con gli episodi di violenza domestica e col resoconto delle malversazioni pubbliche. Mentre lo sviluppo incontrollabile del sistema tecnoscientifico ci condiziona psicologicamente, ci toglie qualsiasi autonomia e ci manipola, trasformandoci in semplici terminali di una Grande Macchina, più simili ad automi che ad esseri liberi e pensanti. Sono due percorsi apparentemente opposti: il trionfo del materialismo brutale e volgare da una parte e la de-materializzazione della realtà virtuale dall’ altra. In realtà si tratta di due strade parallele e complementari che vanno nella stessa direzione: quella dell’ estinzione della specie umana! Storicamente, l’ Umanesimo è stato il movimento di reazione alla decadenza consumatasi col Medioevo; un movimento di rinascita spirituale attraverso cui le elite del tempo, rifondando la cultura e mettendo l’ Uomo al centro di tutto, prepararono il Rinascimento, cioè il rifiorire delle arti, della conoscenza e della virtù Sfortunatamente, essendo un movimento che interessava e riguardava le elite, l’ Umanesimo non ha saputo né voluto spingersi alle radici, fermandosi all’ aspetto meramente intellettuale e finendo per riproporre un modello sociale basato sul privilegio e sull’ ingiustizia.
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