Resistenza e Cambiamento. Un Sindacato Umano per difendere la Specie. Resistenza e Cambiamento. | Page 41

disposizione dei potenti, inventando sempre più sofisticati mezzi di controllo e manipolazione; sono i profittatori, benefattori e innovatori, che speculano sui desideri e sui bisogni dei loro simili arricchendosi con le Grandi Opere del cavolo o con le loro merci inutili e dannose; sono i nani e le ballerine della società dello spettacolo, che preparano la strada alla colonizzazione delle menti e dei cuori da parte del pensiero unico e del Mercato Globale; sono le forze dell’ordine costituito cui è delegato il monopolio della violenza, questi pretoriani che il Potere disprezza, pagandoli una miseria e affidando loro il ruolo di cani da guardia del sistema (caso mai ce ne fosse bisogno). Ma il nemico è un po’ anche dentro di noi: perché è vero che i poveri e gli oppressi subiscono un potere imposto ed esercitato da managers, politici, intellettuali, capi e sbirragli a… ma è anche vero che senza un certo grado di collaborazione attiva o passiva da parte dei dominati, nessun dominio potrebbe essere instaurato e mantenuto. Se il nemico esterno, l’invasore, il tiranno, finisce sempre con l’essere battuto, cadendo sotto i colpi di un’improvvisa rivolta o sgretolandosi a poco a poco per usura, quello che si rivela più ostico da sconfiggere è il nemico interno: ciò che rende lo schiavo simile al padrone, ciò che spinge il povero a invidiare il ricco e l’oppresso (liberato) ad imitare l’oppressore. Allora la nuova resistenza di cui c’è bisogno per evitare la catastrofe, non ha niente a che vedere con la lotta armata, con le bombe e il terrorismo, con lo scontro fra gruppi opposti che, in nome di bandiere differenti, usano gli stessi metodi per ottenere gli stessi obiettivi. Piuttosto è necessario resistere psicologicamente, moralmente e spiritualmente alla seduzione del potere e del denaro per non diventare schiavi della tecnica e dell’economia. Dobbiamo rimanere umani, contrastando sia i tentativi di ridurci a bestie feroci pronte a scannarsi per un pezzo di carne, sia la tendenza a trasformarci in robots, macchine perfette intercambiabili e senz’anima. Dobbiamo pensare con la nostra testa, rifiutando l’omologazione, anche quando l’omologazione assume le forme affascinanti della felicità (artificiale) e della libertà (obbligatoria). Dobbiamo compiere le nostre scelte, portandole avanti con coerenza e coraggio, anche quando questo è scomodo, penoso o poco gratificante. 40