Resistenza e Cambiamento. Un Sindacato Umano per difendere la Specie. Resistenza e Cambiamento. | Page 30

Idolatria del denaro e del potere
“ Il denaro ed il potere sono trappole mortali …” – cantavano i Rokes, uno dei primi complessi beat approdati in Italia dall’ Inghilterra al tempo dei capelloni e della contestazione generale. Quella canzonetta, meglio di molti trattati filosofici e di qualunque programma politico, esprimeva lo spirito del tempo e indicava i nemici contro cui bisogna combattere per costruire un mondo migliore. Il potere ed il denaro non venivano indicati solo come un ostacolo esterno( cioè l’ autorità costituita, la classe dirigente, i padroni e gli sfruttatori) bensì venivano smascherati anche come il nemico interno, quello che si insinua, che seduce, che corrompe tutti noi … Sono parole semplici e immediate, tutt’ ora valide ed attualissime perché esprimono una verità universale. Ogni essere umano è naturalmente portato a lottare per la propria affermazione. Il desiderio di autonomia, di indipendenza e di libertà( il sano egoismo di cui parla Max Stirner, teorico dell’ individualismo anarchico) fa parte delle Leggi della Natura. E’ lo stesso spirito vitale che spinge i vegetali e gli animali a nutrirsi e riprodursi. Tuttavia negli esseri umani tale desiderio può facilmente diventare patologico, quando si perverte nella ricerca del Potere inteso come sopraffazione, dominio, sfruttamento. L’ individuo ha tutto il diritto di procurarsi ciò che è necessario a condurre una vita libera e possibilmente felice: la perversione comincia quando l’ avere diventa più importante dell’ essere, quando l’ accumulazione dei beni materiali, invece di servire al soddisfacimento dei bisogni, diventa il sostituto dell’ autorealizzazione. E’ allora che la volontà di potenza, negli individui aggressivi, insicuri, volgari e ignoranti, si trasforma facilmente nell’ ossessione del possesso, nell’ idolatria del denaro e del potere che sono la causa di tutti i mali della civiltà( per lo meno di quelli originati dall’ Uomo stesso). Ma se la società, come ci ha spiegato Jean Jacques Rousseau, è il risultato di un accordo( il contratto sociale) attraverso cui il singolo rinuncia ad una
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