Resistenza e Cambiamento. Un Sindacato Umano per difendere la Specie. Resistenza e Cambiamento. | Page 22
sondaggisti, che ogni giorno ci informano di nuovi poveri, di fasce a
rischio, di gente che fatica ad arrivare a fine mese o di anziani costretti a
rubare la mortadella al supermercato.
Così tutti noi, che già avevamo la percezione di un peggioramento nelle
condizioni di vita, finiamo col convincerci che la colpa sia della
congiuntura economica ed identifichiamo il nostro malessere con
l’insufficiente disponibilità di denaro.
In questo modo il sistema raggiunge due scopi: da un lato maschera la vera
natura della crisi, che è il suo fallimento; dall’altro ci spinge a riporre le
nostre speranze nella Crescita e nello Sviluppo, cioè proprio in quel
meccanismo perverso che ci rende insoddisfatti e miserabili.
Bisognerebbe invece domandarsi in che cosa consista quella “povertà
relativa” di cui parlano le statistiche, che cosa significhi quel “sentirsi
poveri” che ormai riguarda un po’ tutti: disoccupati e lavoratori, giovani e
anziani, laureati e analfabeti, pubblici e privati.
La sensazione di impoverimento è sicuramente legata al reddito che non
aumenta ed al potere d’acquisto che, di conseguenza, si riduce. Così come
la povertà relativa è la percezione dell’ingiustizia sociale ( i ricchi sempre
più ricchi ed i poveri sempre più poveri) e dell’impossibilità di stare dietro
alle pesanti richieste che il consumismo impone, aumentando i bisogni
indotti, offrendo sempre nuovi prodotti, rendendo le merci tecnologiche
sempre più velocemente obsolete… tanto che qualsiasi eventuale aumento
di reddito risulta immediatamente vanificato dalle maggiori esigenze di
spesa.
Ma il sentirsi poveri, in realtà, non ha a che vedere solo, né principalmente,
con il denaro di cui si dispone o con la capacità di acquistare beni e servizi.
Ha molto più a che fare con la consapevolezza di una miseria morale,
spirituale, umana.
Ci si sente poveri quando si è spossessati di tutto, quando si è privati della
possibilità di determinare il proprio modo di vivere, quando a condizionare
le nostre azioni e i nostri pensieri sono la Tecnica e l’ Economia, che non
lasciano spazio alla bellezza, alla gioia, alla fantasia, Quando l’aria che si
respira è avvelenata, quando il cibo che si mangia è insipido, quando ci si
muove in un ambiente artificiale di plastica e cemento, quando anche le
relazioni umane diventano virtuali.
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