Resistenza e Cambiamento. Un Sindacato Umano per difendere la Specie. Resistenza e Cambiamento. | Page 20

sconfitto, ha sancito la fine del vecchio mondo: Dio è morto, come ha scritto Nietzche e, più prosaicamente, hanno cantato I Nomadi. Anche se, per dirla tutta, quella vittoria non è stata soltanto opera della critica libertaria e dei movimenti di protesta anticapitalisti. Un ruolo importante, sottilmente decisivo, è stato giocato dagli stessi fautori del capitalismo (liberaldemocratici, borghesia illuminata, radical chic) che non ne potevano più dell’ Ancien Regime che li costringeva a nascondere e dissimulare le loro perversioni dietro alla brutta maschera del perbenismo. Il sistema imperniato sullo scambio mercantile, per poter imporre il proprio dominio reale sulla natura e sulle persone, doveva liberarsi dai lacci e lacciuoli di una morale statica e repressiva, chiusa alle innovazioni, che in qualche modo frenava il movimento della mercificazione. Il consumismo, come e più dei movimenti antagonisti, reclamava il diritto alla libertà di scelta, il diritto all’ originalità, il diritto al “farsi da sé”. Così il vero successo ottenuto dalla contestazione generale - che avrebbe dovuto portare a un nuovo mondo in cui la libertà dei singoli fosse premessa e conseguenza di una completa trasformazione a livello sociale e culturale - ha finito col ridursi a cavallo di Troia della mercificazione e della dittatura democratica!In un certo senso, abbiamo finito col buttare il bambino per tenerci l’ acqua sporca !! L’ apparente libertà degli individui, che ormai si spinge fino alla possibilità di costruirsi da soli un’ identità scelta fra le varie proposte del supermercato virtuale, è stata ottenuta solo grazie alla resa totale di fronte al consumismo ed alla riduzione dell’ essere umano a cosa. Come involontariamente evidenzia quel manifesto pubblicitario dell’ Unione Atei e Agnostici Rivoluzionari - che non si capisce bene cosa dovrebbe pubblicizzare !?! - togliendo la d a Dio, rimane solo l’ Io, cioè un individuo egoista, solitario, animalesco nella ricerca della soddisfazione immediata dei propri bisogni, robotizzato nella sottomissione volontaria ai condizionamenti psicologici culturali e sociali, misero e infelice nell’ adeguarsi al conformismo della libertà obbligatoria. La perdita del sacro non ha niente a che vedere con l’emancipazione: infatti oggi siamo più stupidi e ignoranti, più poveri e infelici, più schiavi che mai. Siamo sfruttati come sempre. Dipendenti da un nuovo clericalismo costituito dai sacerdoti e dai guru della tecnica, dell’ Economia, della moda e del divertimento. 19