Realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (ottobre 2013) | Page 91
passati si imputava alla sua natura contemplativa l’arretratezza cinese, oggi alcuni attribuiscono al
suo senso della coesione sociale il boom economico dello stesso paese!
La povertà è causata da sovrappopolamento
In realtà è la povertà che produce sovrappopolamento, mentre non vale il contrario (al limite il
sovrappopolamento rafforza una situazione di povertà, ma non la crea). A titolo di esempio si può
citare il Sud Italia di qualche anno fa, a titolo di riflessione generale si può invece osservare come
le situazioni di povertà rurale facciano sì che le famiglie tendano a garantirsi rispetto ai momenti di
difficoltà (vecchiaia, malattia) attraverso l’aiuto di una prole numerosa. Se fosse la sovrappopolazione
la causa principale della povertà risulterebbe difficile spiegare come mai l’Olanda con oltre 400
abitanti per km quadrato sia enormemente più ricca della Bolivia (circa 5 abitanti per km quadrato).
È infine da ricordare il fatto che un’equa distribuzione del cibo prodotto garantirebbe anche alle
persone che vivono nelle zone più sovrappopolate le 2700 calorie sufficienti per vivere e lavorare.
È colpa del clima e dell’ambiente naturale
In realtà Paesi ambientalmente ricchissimi (Brasile, Repubblica Democratica del Congo…) si ritrovano
ad avere ampie fasce di popolazione al di sotto della soglia di povertà e nel corso della storia i Paesi
che si sono alternati nell’alta classifica della ricchezza sono stati sia paesi a clima caldo (Cina,
India, Mondo arabo…), sia paesi a clima freddo (Inghilterra, Canada…). Solo in casi estremi (zone
sahariane, terre subartiche) vi sono dei limiti oggettivi ad un grosso progresso socioeconomico. Ciò
non ha impedito, nei periodi precedenti al colonialismo che anche in aree limitrofe al Sahara siano
fiorite ricche civiltà, né impedisce che oggi una certa quota della popolazione viva nell’agio.
È colpa del colonialismo
A parere di molti (Susan George fra questi), il colonialismo è stata probabilmente la causa
fondamentale nel mantenimento della povertà nel Sud del mondo. Di più, in alcune zone l’azione dei
colonizzatori ha introdotto la fame là dove non c’era.
Per argomentare quest’affermazione si può fare riferimento al caso dell’Alto Volta, Paese africano
controllato dai francesi fino al 1958 (e dal 1987 conosciuto con il nome di Burkina Faso). Nel 1896 i
transalpini avevano iniziato la conquista del territorio, obbligando nel contempo i locali al pagamento
di imposte in denaro. Per ricavare il denaro, che fino ad allora non possedevano, i locali si sono visti
costretti dai francesi a lavorare per loro, raccogliendo lattice di caucciù ed altri prodotti appetibili per
gli europei. Così facendo tuttavia gli abitanti dell’Alto Volta dovevano ridurre il tempo destinato alle
colture di sussistenza (miglio, sorgo…) e non potevano più disporre del surplus sufficiente per far
fronte agli anni di carestia. Il risultato fu l’introduzione della fame in un territorio dove in precedenza
vigeva un rapporto di equilibrio fra popolazione e risorse.
L’episodio, raccontato da Susan George in La storia della fame, può servire da spunto per una
riflessione di carattere più generale: l’essenza economica del colonialismo (che ha anche una natura
politica ed una culturale) è riducibile ad un rapporto del tipo: tu colonizzato produrrai prioritariamente
non ciò che serve ai tuoi bisogni essenziali (i cereali nel caso dell’Alto Volta), ma ciò che serve ai
miei bisogni di lusso (il caucciù per gli pneumatici delle Renault).
Mutando i nomi dei colonizzatori, dei colonizzati e dei prodotti in questione (arachidi, tè, caffè,
cotone…) si ottiene un modello per la lettura di quasi tutte le relazioni economiche coloniali.
A livello di riflessione generale appare quindi importante far notare ai ragazzi il ruolo fondamentale
che il Nord del mondo ha svolto nella creazione degli squilibri economici globali.
Quasi tutte le nazioni del Sud del mondo sono state colonizzate dagli europei (Inglesi, Francesi,
Tedeschi, Spagnoli, Portoghesi, Italiani, Olandesi, Belgi); nel Nord ciò è accaduto solo a Usa e
Australia e in questi due casi si è trattato di colonizzazione per il popolamento del territorio (con
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