Realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (ottobre 2013) | Page 88

OBIETTIVI di SVILUPPO del MILLENNIO 8: SVILUPPARE UN PARTENARIATO MONDIALE PER LO SVILUPPO (8a: “Sviluppare al massimo un sistema commerciale e finanziario che sia fondato su regole, prevedibile e non discriminatorio. Esso deve includere l’impegno in favore di una buona gestione, dello sviluppo e della riduzione della povertà sia a livello nazionale che internazionale”) Finalità didattiche, discipline coinvolte e metodologia La consapevolezza di quanto siano diffuse la diseguaglianza e la povertà sul pianeta è il primo passo per avvertire la necessità di un partenariato mondiale per lo sviluppo e la necessità di un impegno in favore di una buona gestione, dello sviluppo e della riduzione della povertà sia a livello nazionale che internazionale. L’unità didattica riprende pertanto in forma sintetica alcuni dei dati citati dalle grandi agenzie planetarie sul tema dello squilibrio Nord Sud. La consapevolezza di quali siano le cause storiche di natura politica ed economica che hanno provocato questo grande squilibrio e la necessità di misure economico finanziarie globali atte a provi rimedio è stata avvertita in passato anche dalle Istituzioni politiche. Gli accordi di Lomé (capitale del Togo), stipulati tra il 1976 e il 2000 tra l’Europa e le sue settantasette colonie di Africa, Caraibi e Pacifico (ACP) prevedevano infatti un aiuto finanziario per lo sviluppo economico, nonché l’accesso privilegiato al mercato unico europeo per i prodotti degli ACP, tramite un sistema di dazi preferenziali e di stanziamenti per la stabilizzazione dei prezzi nei settori agricolo e minerario. Oggi, tuttavia, sia a livello politico, sia a livello di opinione pubblica prevale l’idea che chi è in difficoltà si sia in qualche modo meritato il suo destino in forza di comportamenti irresponsabili e questa cultura diffusa ostacola ogni possibilità di partenariato per lo sviluppo. Per questo l’unità didattica prova a ricostruire con modalità transdisciplinare l’origine degli squilibri Nord-Sud, utilizzando, la storia, la geografia e l’economia. Senza pretese di esaustività, ma richiamando l’attenzione delle classi sui principali nodi storici che hanno tratteggiato l’attuale pianeta diseguale e provando a stimolare il ragionamento di ragazze e ragazzi non solo attraverso la lezione frontale, ma anche per mezzo di attività maieutiche, volte a rendere interattivo l’apprendimento. Contesto in cui è stata realizzata l’unità didattica Nata attraverso lo studio sistematico dei principali pensatori che hanno indagato lo squilibrio tra Nord e Sud del mondo (e tra questi in particolare Samir Amin e poi Immanuel Wallerstein e Eric Wolf), l’unità è stata realizzata in numerose classi di scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio lombardo. 1 - Le cause dello squilibrio nord-sud Gli squilibri I dati che seguono (tratti dai rapporti annuali dell’United Nations Development Program e dai rapporti della Banca Mondiale) forniscono una sintesi dello stato del pianeta. Da notare la scarsa attenzione con la quale i mass media si occupano di questi dati, nonostante la loro importanza nel raccontare l’effettiva condizione in cui vive gran parte dell’umanità. Secondo gli ultimi dati disponibili, risalenti al 2005 (ossia prima della crisi economica): circa 2,6 miliardi di persone, il 40% dell’umanità, vive con meno di 2 dollari al giorno e circa 1,4 miliardi vive con meno di 1,25 dollari. (I dati sono calcolati tenendo conto della parità di potere di acquisto nelle varie zone del pianeta). 86 REALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL MILLENNIO