Realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (ottobre 2013) | Page 87

OBIETTIVI di SVILUPPO del MILLENNIO 8 SVILUPPARE UN PARTENARIATO MONDIALE PER LO SVILUPPO IL PESCATORE (F. De André 1970) Il dialogo, lo scambio, e l’aiuto disinteressati sono elementi presenti nell’intera produzione di De André. Il diverso a cui il cantautore rivolge le sue costanti attenzioni muta spesso di forma: è l’emarginato di tanta parte delle sue prime canzoni (Il fannullone, le prostitute di Via del campo e poi di  duménega, i suicidi de La ballata del Miché, di Preghiera in gennaio, de La ballata dell’amore cieco; gli impiccati, il drogato e la traviata di Tutti morimmo a stento, l’alcoolizzato e la “regina” di La Cattiva strada...) ma è anche il nativo americano dell’album l’Indiano; è il contadino e il pastore sardo dei Canto del servo pastore, Monti di Mola, Zirichiltaggia, (indirettamente anche di Disamistade); è lo zingaro musulmano, il più diverso e reietto di tutti gli zingari, di Khorakhané; è il transessuale immigrato e carcerato di Prinçesa; è il rinnegato religioso di Sinàn Capudàn Pascià, è il blasfemo e il matto di Non al denaro, non all’amore né al cielo; è Sally che segue gli zingari nel bosco; è il padre palestinese di Sidún Ma probabilmente il “partenariato” per eccellenza si ritrova nella coppia protagonista dell’incontro più emozionante nell’intera opera deandreiana: quell’assassino e quel pescatore attraverso i quali la filosofia dell’autore, aperta all’incontro e priva di pregiudizi morali si esplica in pochissimi versi: “E chiese al vecchio dammi il pane/ ho poco tempo e troppa fame / e chiese al vecchio dammi il vino/ ho sete e sono un assassino./ Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno/ non si guardò neppure intorno/ ma versò il vino e spezzò il pane/ per chi diceva ho sete, ho fame” http://www.youtube.com/watch?v=za4Ntj-Vn0k REALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL MILLENNIO 85