Pubblicazioni e documenti STRADE E PONTI PER PASSAGGIO SUI FIUMI LOMBARDI | Page 6

Parte della Geradadda era diventata terra di nessuno. Briganti e malfattori avevano trovato rifugio nei boschi e nei cascinali dai quali, in breve tempo, si poteva raggiungere, attraverso i guadi del fiume, una fugace salvezza. Nel 1658 la contesa tra Spagna e Francia per la conquista dei possedimenti nel Mantovano e nel Monferrato del duca Vincenzo Gonzaga portò sulle rive dell’Adda Francesco I, signore di Modena, alleato dei Francesi. Giunto costui di fronte a Cassano, essendo stato distrutto il ponte in legno, comandò che si cercassero dei guadi per passare. Fu trovata invece solo una barca e “a dodici a dodici passati cento francesi all’opposta riva del fiume, gettarono un ponte perché valicasse il grosso dell’esercito. Il quale passò, con poca fatica, per esserne fuggiti quasi tutti i difensori”. I ponti rappresentavano anche una fonte di guadagno per coloro (e non erano molti) che avessero avuto la possibilità di finanziarne la costruzione. Al passaggio di un ponte, durante le ore diurne (al calar della sera, insieme alle porte dei borghi, venivano chiusi) si pagava un pedaggio che variava a seconda del tipo e della quantità della merce e del mezzo di trasporto. Il 16 agosto 1705, nella cam